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Rubino  Sergio, un approssimativo diario
Nel 1942, era  in corso la “Seconda guerra mondiale” e  si Invadeva: La Iugoslavia,la Grecia,Egitto,Tunisia,Russia ed altro e subivamo i bombardamenti dei Francesi degli Anglo-Americani,contro i Nazi-Fascisti che erano in Italia,e dunque anche a Palermo, l’Operazione militare era denominata “Husky “ guidata dal Generale George Smith Patton ed io nascevo,ed sono stato calato dal cielo dentro  un  panierino circondato da fiori colorati e profumati, trattenuto da un cordino.Questo mi è stato narrato per molto tempo e forse non solo a me,una altra narrazione  mi è stata data dopo molti anni con dettagli netti e precisi e mi sono giunti dal solito Compagno di Scuola (ma chi erano questi Compagni di Scuola informatissimi, da dove le acquisivano queste informazioni  “ Top Segret “, ma questi  infiltrati, per moltissime generazioni, tra noi disinformati, sono rimasti leggendari, perche hanno, inoltre infranto il muro sanitario e di sicurezza, fomato dai Genitori, dai parenti, dagli amici, dai Professori).
 
La cronaca di famiglia,senza dettagli, mi riferisce che sono nato sulla Scrivania di casa e vicino al Balcone ed ero circondato, olte l’Ostetrico, dalla nonna Matilde e  dalla Zia Olga, che aveva preparato una giacchettina di cotone di colore grigio chiaro,perché non si conosceva il sesso,appena scoperto,si è precipitata a comprarne una di colore Celeste. E’ stato il mio primo indumento,indossato quasi  83 anni addietro.
 
Mio Padre, precipitatosi dal  suo luogo, nei pressi di Cefalù, dove presidiava da Ufficiale una postazione Militare e ha percorso,con diversi mezzi di fortuna, ma sopratutto a piedi e di notte ed in Divisa.per  incontrarmi. (oggi mi domando, ma come sarà stato avvertito ? non vi erano linee telefoniche funzionanti, non vi erano Telefoni.
 
Il suo  primo approccio è stato,così mi è stato narrato,che ha controllato  se le ditina dei piedi vi fossero tutti, poi la lunghezza delle braccia e delle  gambe,credo anche il numero delle dita dei piedi. Finito il controllo, che era stato positivo, si è rivolto agli astanti, dove si è scambiato abbracci e baci.
 
Il  “Battesimo” è stato una  avventura, il prete si rifiutò di farmi chiamare Sergio e  mi hanno riferito che disse : “ …seggia ? ( sedia ? ), ma che nome è
 
…no…no,cambiate  nome ! “.Non ricordo  come i miei genitori siano riusciti a farmi  battezzare con il nome Sergio.
 
Quel  prete,non credo che sia divenuto Cardinale o Papa,era un povero ignorante e imprudente,doveva conoscere  i dati storici, anche essenziali, che sono legati a quel nome ed alla Chiesa Cattolica.
 
Sergio dal latino “Sergius “  lo si festeggia il 9  settembre,ed è esistito un Papa  “Sergio I° “, e vi è sempre stata una grande statua in marmo, posta nel
 
Recinto presso La Cattedrale di Palermo,con una iscrizione scolpita, che indica il suo  nome.
 
Papa Sergio I° è nato a Palermo nel 650 d.c. ed è morto nel 701 ed è stato l’84° Papa  della Chiesa  Cattolica,il 15 dicembre del 687 d.c. ed è stato il Papa che ha introdotto l’ Agnus Dei “ nel  rito della Messa, ed è sepolto nella Basilica di San Pietro a Roma ed è venerato Santo.
 
Quando sono stato appena capace di intendere, ho compreso che nei  i primi  nove mesi nella “Placenta”,che grosso modo sono per tutti uguali (forse), vivevo  da Pesce,galleggiavo nel Liquido Amniotico, nutrendomi, senza chiedere, rassicurato, forse, da un ritmo che segnava lo scorrere del tempo,che era il battito cardiaco del cuore di mia Madre e di tutte le madri. Pure il mio, dopo 5 settimane ha  iniziato  a battere e  sarà  iniziato un  Concerto intimo, d’amore, assolutamente protetto ed ascoltato da sole due persone.
 
Smettendo di essere “pesce”con la mia  respirazione  “Branchiale “sono uscito dal quasi silenzioso   Utero ed entro nel mondo, assolutamente diverso,ostile .l’Ossigeno ,al mio primo respiro mi ha “bruciato “ i polmoncini, la luce era accecante,i rumori assordanti.Sarà,avrò  pensato, molto meglio “tornare indietro “,ma non sarà mai possibile, ma sarà un “progetto incoscio” che individualmente o collettivamente tutti noi, cerchiamo  di realizzare,ma spesso con disastrosi risultati,perché proiettiamo in uno spazio  reale, l’immagine fantastica di una  dimora  accogliente e protettiva,come  la Placenta nell’Utero materno e certamente  non trovando, la “dimora felice”, almeno così  la ricordiamo,”nell’Immaginario  collettivo” e   camuffiamo ,come possiamo la realtà ,illudendoci,spesso, di averla trovata,ma essendo una “rappresentazione”,anche involontaria, non saremo mai soddisfatti e continuiamo nel  tempo a sorreggerla, tamponandola  con azioni deliranti, coinvolgendo anche,altri  “protagonisti” involontari e inconsapevoli, proseguendo, magari, ad  indicarli  come colpevoli  della propria  infelicità.disperandosi.
 
Dopo essere appena nati,sappiamo piangere,gridiamo,stiamo zitti,succhiamo il latte,usiamo le braccia,mani,spingiamo,tratteniamo,scalcitiamo, e se  posati a terra,ci spostiamo a carponi,ma tutto questo dove l’abbiamo imparato ? è  il D.N.A. o alcuni siamo Riesilienti ? Certamente rodiamo alcune indispensabili attività,per la sopravvivenza momentanea,che oscilla e oscillerà sempre di più  tra la necessaria “Dipendenza” e la desiderata
 
“Autonomia”.
 
Una necessità antropologica ed anche cultuale,istintiva che appartiene a tutti bambini  e i ragazzini di questa Terra, “Giocare” ed è un modo  di sviluppare  le diverse competenze “cognitive” e sociali, favorendo la “creatività” e la “Immaginazione”. A volte leggo che giocare è un diritto  e rifletto,quanti piccoli uomini con questa necessità gli è impossibilitato o anche proibito,a praticarlo.
 
Certamente sotto  i bombardamenti era difficile giocare, si scappava dalla morte, non per gioco.Mio Padre era distaccato Militarmente a presiedere,
 
come Ufficiale dell’ Esercito Italiano,una Postazione,vicino Cefalù.Io in braccio a  mia Madre a Palermo,spesso correvamo,verso i “Ricoveri” che erano segnalati con delle grandi Freccie di colore azzurro con la scritta bianca “ Ricovero a 50 mt”.Questi Ricoveri,erano dei sottoscala,delle Cantine
 
dei luoghi che potessero proteggerci alla meglio,erano “sfollati” di gente silenziosa che aspettavano,che aspettavamo il secondo suono della “Sirena” che ci avvertiva, che momentaneamente il pericolo di bombardamento fosse finito, ma poi tra sbiaditi ricordi e racconti passati, siamo dovuti
 
andare via di questa Città,non era più sicura  e siamo andati con Mia Nonna Giovanna,presso il Paese di Belmonte Mezzagno,dove siamo stati accolti benevolmente,era posto vicino Cefalù,dove ci potesse raggiungere, anche se raramente, mio Padre,ma pure quel luogo dopo tempo, non poteva essere ritenuto sicuro, i proiettili dei cannoni ci attraversavano in alto, dal’una e dell’altra parte del Paese. Si decise di “Sfollare” e tutti noi, insieme a gli abitanti che erano donne,uomini vecchi,qualche bambino,ci siamo messi in cammino (ma verso dove ?), in due file ai bordi delle Trazzere, ma improvvisamente ci ha sorvolato, a bassa quota, un Aereo Militare e ci ha mitragliato ripetutamente.Tutti si sdraiarono velocemente a terra vicino ad un riparo sicuro, la narrazione continua a descrivermi, moltissimi anni addietro, che mia Madre mi pose violentemente a terra e mi coprì con il suo corpo rischiando la sua vita per difendere la mia. Sono atti istintivi non preordinati, ne pensati, come mia Nonna Giovanna, anziana, dal passo lento e con una gonna lunga e di tessuto pesante, ha scavalcato  con un salto da “Marines”, un muretto, non proprio basso.
 
Sono momenti che pochi sopravvissuti possono  o vogliono raccontare,ma le storie personali, fanno parte del vissuto collettivo.
 
A  Palermo sono rimasti 30.ooo feriti e sono morti 2.123  civili e leggo che sono morti 415.000  civili e 330.000 Soldati Italiani.
 
Tornando a Palermo, a guerra finita, iniziavo ad affrotare le vie, che erano tutte sfossate e i palazzi, alcuni sfarinati, pochi mostravano delle pareti In piedi ed alcuni ancora, mostravano con orgoglio  dei Quadri incorniciati o delle Foto, piantati ad essi.
 
Nei Marciapiedi, a parte le buche,vi era di tutto, servizi igienici frantumati,ruote di biciclette, vecchie scarpe, vestiti stracciati e naturalmente impolverati  e tutto quello che si può notare di una città esplosa, bombardata da tre  anni consecutivi. Conobbi Palermo per la prima volta in quello stato, non ricordo altro, del passato. La distruzione dei Palazzi si è attestata al 40/%, soprattutto nella Zona del Porto. Mio Nonno Filippo Paci, Farmacista in pensione con mia Nonna Matilde abitavano in  via Vincenzo Riolo nel loro appartamento gli è stato dimezzato dalle bombe, la via è vicinissima al Porto, dal balconcino interno si poteva osservare il mare.
 
Dopo lo “Sbarco “, moltissimi Soldati americani  popolavano le vie di Palermo, è ho visto per la prima volta un viso e le mani  scure, era un Soldato
 
“Nero “, ed  pure, ho notato dal mio Balcone di casa, che spesso transitavano e a volte si fermavano  le famose “ Jeep”, con a bordo dei Soldati americani in divisa, che distribuivano delle grosse monete di cioccolato, coperte di carta dorata e Biscotti e delle creme dolci in scatolette  rotonde in metallo, erano squisite.
Circolava  la Militar Polis,la  M.P.con lunghi manganelli di dura gomma nera.
 
qualche Soldato americano camminava barcollando,erano ubriachi e spesso li circondavano  dei ragazzini che li molestavano,anche dal mio balcone assistevo che qualche ragazzino che lanciava delle piccole pietre,sugli ubriachi che  si agitavano con movimenti sconnessi,cercando di capire da dove venisse l’attacco.
 
Per le vie si notavano che molti uomini erano Zoppi e si sostenevano per camminare,anche con crucce costruite da loro stessi e i Mutilati, ripiegavano la manica della giacca  del braccio mancante, e la fermavano con uno Spillone da  Balia e i Cechi e i semi cechi, avanzavano
 
spediti con il loro bastone incerto.Tutti questi invalidi, non appartenevano alla “ Corte dei Miracoli “, erano delle vere vittime della Guerra e spesso
 
Combattenti.
 
I “Reduci “ della Guerra portavano un Distintivo all’occhiello sinistro, e i Militari quando li incontravano li dovevano salutare  militarmente.
 
Arrivata  la  Vaccinazione di massa obbligatoria Anti -Vaiolo, ci si riuniva  in appartamenti privati e vi  confluivano  gli abitanti del quartiere.
 
Fui vaccinato a casa,ma insieme a molte persone sconosciute, portai e portammo la cicatrice rotonda sul braccio sinistro per diversi decenni,
 
mentre subito dopo il nostro Medico di Famiglia il Dott. Baiada, ci suggerì di farmi vaccinare  contro la Poliomelite, era un Farmaco sperimentale, si conoscevano poco gli “effetti collaterali”, due Inezioni Entromuscolari a distanza di tempo e tutto andò bene.
 
La “Penicillina” ha procurato dei morti, una bambina, figlia della proprietaria del Negozio di Merceria,di fronte casa,essendosi curata con essa,ha mangiato,successivamente, dei biscotti contenenti tracce di Uova,e questo era incompatibile, era mortale.
 
Sotto casa in Corso Camillo Finocchiaro Aprile,transitavano dei Carri Armati, e Camionette con soldati dell’Esercito Italiano,che andavano a combattere contro il Bandito Salvatore Giuliano,che era noto il suo aspetto fornito di Coppola, Giacca di Velluto, Pantaloni dentro degli Stivali aderenti e alti e un Fucile da caccia, sulla spalla sinistra,diventato dopo famoso, come la “Lupara”.
 
Questi scontri,procurarone dei feriti e dei morti,tra cui un mio possibile Zio, un Carrista fidanzato di mia Zia Olga.
 
Un pomeriggio,ero piccolo,non andavo ancora a scuola e ho accompagnato mia Madre a comprare  dell’Olio, nella bottega,mentre contrattava il costo, mi ha incuriosito un  monaco, non in quanto tale, ma dai suoi movimenti e dalla forma della Tonaca.
 
Queste mie osservazioni,non ho pensato che le avessi potuto raccontare,avevo la certezza che fossero visioni di un bambino, ma il giorno dopo, mia Madre ritornando a casa, dopo avere effettuata la “Spesa “, mi ha raccontato  che alcune amiche per strada,le avessero detto che il giorno precedente, si era visto  il Bandito Salvatore Giuliano,travestito da Monaco.
 
Ritornando ai giochi ed i giocattoli,mia Madre ,una mattina,mi fece sedere al centro del Tavolo da pranzo,mi propose  una scatola di metallo che certamente avrebbe  contenuto dei Biscotti ed era utilizzata per raccogliere tutti i bottoni,che potessero servire al bisogno, per una sostituzione nei
 
Vestiti.
 
I bottoni erano di tutte le grandezze e colori e mia Madre ha cercato di farmi imparare tutti i loro colori, mi divertivo molto e il gioco ho voluto
 
che si ripetesse. Ho imparato tutti i colori,anche il BordeauX ( !! ).
 
Mia Madre è stata la  prima Maestra ad avvicinarmi ad una componente essenziale dell’Arte,che sarà il mio interesse principale, professionale e di vita.
 
Mio Padre, con gli studi di Ingegneria Meccanica, seguiti pure al Politecnico di Torino, mi ha dato la possibilità di potere realizzare materialmente
 
tutti i miei giocattoli e giochi, permettendomi di usare, con  la sua guida, gli attrezzi adatti alla loro realizzazione, come : il martello,
 
la pinza, la lima per il ferro e quella per il legno, il cacciavite, le viti e i Chiodi di tutte le misure, il Trapano a mano,quello elettrico doveva essere inventato, un piccolo Incudine, la Tenaglia, lo Scalpello, la Pialla, la Carta vetrata, il Saldatore da stagnio,tutto conservato accuratamente in un
 
robusto ed essenziale mobile protetto da un catenaccio.
 
Usando la curiosità,la manualità e la complicità dei miei Genitori,per sopperire la mancanza della vendita di  giocattoli,iniziai a utilizzare  tutto quello che vi era in casa, come dei piccoli strumenti di Elettro-meccanica,residui di elementi degli  studi Universitari di mio Padre, in Ingegneria  Meccanica,
 
compiuti, pure presso il Politecnico di Torino. Erano dei Voltometri, degli Interruttori, dei pezzi di Filo elettrico bipolare, Prese di Corrente a 110 v, Spessimetri, Righelli in metallo, Rotelline dentate, Pulegge, Beute in vetro, Distillatori ed altro e le riinventavo per le mie fantasie e mi ha dato l’accesso ad un Mobiletto robusto e rustico, che conteneva:il Martello, la Pinza, la Tenaglia, lo Scalpello, la Pialla, la Lima  sua per il ferro e sia per il legno, il Giravite, il Trapano a manovella,quello elettrico doveva ancora essere inventato, la Carta vetrata,il Saldatore da Stagno e altri attrezzi vari.
 
Questo inizio di giochi,con quelli strumenti tecnici, diedi l’illusione e l’equivoco che avessi  una tendenza all’Ingegneria, ma non avevo mai visto Papà a maneggiare quegli strumenti, ne  svolgere la professione di Ingegnere. ma quello di Funzionario presso la “ Camera di Commercio” con la sede a Piazza Pretoria.
 
Continuando a integrare i miei giochi anche con quegli strumenti, mi convinsero, “ …che volessi diventare ingegnere come Papà “.
 
Sono apparsi dopo tempo, nelle Edicole, i Giornaletti a Fumetti, come “Il Corriere dei Piccoli”, ”Pecoss Bil”, le avventure   del Far West, le storie dei Pirati,dei  Sultani,degli  Indiani,ed anche “Topolino”, che rappresentava una Città diversa, con Grattacieli, Spider, i Panini imbottiti, Torte ai  Mirtilli, fatti con il Forno in casa da “Tordella”, la enorme Cassaforte-palazzo del tirchio Paperon dei Paperoni,il parto Trigemino di Qui,Quò,Qua. l’amore disinvolto tra Topolino e Topolina,le pistole a Tamburo dei Cow Boy, i Cavalli al galoppo, quelli strani Cappellacci da Pirata, da Sceriffo, da Soldati della VII Cavalleggeri, ed altre  curiosità di un mondo lontano, fantastico e forse pensavo irraggiugibile. In verità, essendo ragionevoli, non vi era a Palermo nemmeno  un Aereoporto, sarà costruito nel 1953, sarà “L’Aereo Porto di Punta Raisi”.
 
Con questi nuovi stimoli,mi affannai a “ vedere alla grande”, Lenzuoli da letto, Bastoni di scopa, Sedie, parte della struttura del mio Lettino, Corde, Tappeti, Mobili in disuso, Vestiti vecchi trasformati in abbigliamento da Moschettiere, da Pirata,da Capo Indiano, da Sceriffo, da Sultano.
 
Questi erano i più imitati, erano gli unici  “Modelli”, interpretandoli come “Maschere” per giocare e come in arrangiati “ambienti”. Occupavo delle camere completamente, dopo tempo tutto,o quasi il quartiere interno. I ragazzini dai  balconi, iniziarono a giocare con mè, pure quelli che erano distanti. Eravamo, amici di gioco, ma non ci siamo mai incontrati, non uscivamo da soli, eravamo piccoli.
 
Mia Madre, era divenuta una complice e brava “Sarta “, con Ago, Cotoni  colorati, Forbici, Spilli, Spilli da balia,
 
e mio Padre assumeva  il compito di  “Super Visore “. Indossavo un copricapo con penne di pollo, o un benda sull’occhio, e brandivo un uncino,e sventolavo una Bandiera nera con un teschio al centro, o una Scimitarra, ma  ricordo che vendessi anche della frutta, con una lucida “Valanza” di ottone,costruivo aquiloni, cercavo dai rari venditori di giocattoli, la Pistola a tamburo, tanta esibita dai Cow Boy, ma non capivano nemmeno la mia richiesta,allora compravo la imitazione di una “Beretta”, giocattolo e aggiungevo il “tamburo”, con un piccolo rotolo di cartoncino.
 
Dopo tempo, ho appreso che quei  “Signori “ che rappresentavo, nella storia reale, non tutti erano della brava gente, ma nella loro  rappresentazione grafica  erano i”Buoni, che vincevano i “Cattivi”.
 
Ricordando a me stesso, che non erano ancora  stati inventati ne il Vinavil, il Bostik, il  Nastro Adesivo, sia trasparente ,sia Telato,le Viti ad espansioni, la Cucitrice con gaffette, il Velcro, la Carta adesiva e certamente altre cose ancora. Mi avrebbe salvava la piccola  bottiglietta rotonda di vetro, che era la “Gomma Arabica”, ma credo che fosse difficile reperirla.la usavano gli addetti al Banco delle Ricevitorie  del Lotto, ma anche la Farina impastata con poco acqua, diveniva,con tutto  l’ottimismo una possibile Colla.
 Sarà stato duro in quel periodo, per chi non avesse fantasia e neppure la  manualità e curiosità e la impossibilità di poter  avere dei giocattoli, una infanzia negata,credo che abbia prodotto delle ripercussioni negative ,nel futuro di molti.
 
Tornando un poco indietro nel tempo,ai margini del periodo prescolare, ricordo che,una mattina mia Madre si fece accompagnare  a comprare dell’olio, ed soffermandoci nella “ Putia”, mi incuriosì un monaco,non in quanto tale, ma per il suo atteggiamento e la non perfetta tonaca,fu per mè un osservazione come le altre, e non dissi niente alla Mamma. L’indomani pomeriggio, mia Madre andò per la “spesa”,Tornando mi disse che le sue abituali incontri le avessero detto,che la mattina precedente avrebbero incontrato il Bandito Giuliano, travestito da  monaco e non era la prima volta.
 
Le vicende di Salvatore Giuliano, hanno attraversato, non solo  il mio scenario,ma quello di tutti.La Stampa,non solo nazionale se ne sempre occupata,anche oltre  la sua morte.Rimanendo un mistero. Le sue avventure si sono riprodotte in Film,Libri,Tabelloni di Canta- storie e la sua città “Monte Lepre”, è divenuta famosa.
 
Come tutti sanno, Il 2 giugno del 1946 viene approvata la Costituzione Italiana e i Padri fondatori sono stati : Alcide De Gaspari, Democrazia
 
Cristiana  Italiana, Palmiro Togliatti, Partito Comunista Italiano, Giuseppe  Saragat, Partito Socialista  Italiano, Bernardo  Mattarella, Democrazia  Cristiana.I primi Manifesti  politici per  le candidature dei  Partiti  dopo  la  Costituzione dell Repubblica, hanno invaso i muri di
 
Palermo,colorandoli. Per l’occasione  mi misi a copiarli su fogli  di carta di imballaggio e le appiccicavo  nel muro del balcone interno, i  manifesti  erano:
 
lo Scudo Crociato della Democrazia Cristiana Italiana,
 
la Bandiera Italiana con l’asta per il Partito Liberale,
 
la Falce e il Martello per il Partito Comunista Italiano,,
 
la Foglia di Quercia per il Partito Repubblicano,
 
la Corona e un Leone per il Partito  Monarchico,
 
la Fiamma tricolore  per il Movimento Sociale Italiano,
 
il Sole il Mare un Libro  aperto e la Falce e il Martello per il Partito Socialista,
 
il Busto di Giuseppe Garibali  per il Fronte Popolare,
 
Anche le automobili  erano  un mezzo di propaganda, avevano montati  sul tettuccio un Altoparlante, che diffondeva  musiche ad alto volume e parole che invitavano a votare i vari  Partiti,e anche  sventagliavano dal finestrino  numerosi  volantini colorati di propaganda, le vie
 
anche  esse si coloravano.Noi ragazzini,non comprendevamo sino in fondo cosa fosse tutto  quel trambusto,ma lo coglievamo come un senso di
 
festa collettiva.
 
Nel 1946, io e mio Padre abbiamo accompagnato mia Madre a votare,per la prima volta al Seggio Elettorale,a guardia dell’Ordine Pubblico vi era un Soldato con un Moschetto alla spalla.
 
Per la mia data di nascita,1942  non  posso esimermi da essere stato  cittadino di governi: Monarchico,con Vittorio Emanuele III,Fascista
 
di Benito Mussolini,del Generale  Pietro  Badoglio,il Movimento Partigiano contro la Repubblica di Salò,guerra civile per il Nazi-fascismo
 
della  R.S.I.,i Comunisti del G.A.P.,nel 1945 la vittoria  contro il nazi-fascismo e il 25 aprile  diviene il giorno della Liberazione in Italia.
 
Ho  “avuto” 12 Presidenti della Repubblica e  7 Papi,sino ad oggi il 2025.
 
Ho ascoltato: la Marcia Reale,Giovinezza,Bella Ciao, Fischia il Vento, l’Inno d’Italia, Grazia dei Fiori, Balorda nostalgia, cantata da Olly, al Festival di San Remo del  2025.
 
Siamo nell’anno 1951 circa e quale è la Palermo di quegli anni, non  vi erano  tante risorse economiche, molti dei  i mie concittadini  cercavano di
 
guadagnare qualche Lira e di conseguenza, a volte, vi era  a Piazza San Francesco di Paola, quasi in via Mariano Stabile,sarà difficile credermi, un  uomo dietro un “banchetto” di legno grezzo,con due asticelle ai due lati e si congiungevano con un filo di spago, dove al centro  si sosteneva  una  caramella  e alcune persone  tre o quattro,posizionati in fila,pagavano per leccarla.
 
Dietro il Teatro Massimo,sotto il marciapiede, vi era a volte,un cerchio grande di spettatori e due  attori,improvvisando,credo,recitavano a voce alta,erano Franco Franchi e Ciccio Ingrassia,che iniziavano la loro carriera di  coppia di Comici.
 
Erano dei lavoratori onesti,a parte qualche trasgressione burocratica,mentre in  via Volturno,dove  allora gli Alberi erano più bassi di adesso,per un lungo periodo,di sera o di notte, vi si nascondevano degli uomini e quando passavano  dei  pedoni, gli saltavano addosso e li rapinavano.
 
Avevo 14/15 anni  come tutti quelli che siamo nati nel 1942, ci coprivamo con i calzoncini corti e i calzini corti e arrotolati,forse di colore
 
bianco,non vi erano i Telefoni pubblici per le vie e non era  facile possedere un telefono  nelle case private,sia per i costi e sia per le
 
difficoltà logistiche degli impianti,non vi erano Semafori negli incroci,le 500 Fiat ancora devono essere inventate,
 
l’Aereporto di  Punta Raisi non esisteva,si partiva per Napoli e Roma da  quello di Bocca di Falco che era un Aereoporto da Turismo,
 
non si possedeva il Televisore perche ancora non esistevano i programmi televisivi,non esisteva la Penna a Sfera,la Bic,
 
il Panificio Graziano,in via del Granatiere non sfornava ancora  la Pizza,per mangiarla bisognava andare a Napoli,queste ed altre
 
quisquiglie  mancavano non solo a Palermo,ma io e i miei Genitori in Corso Camillo Finocchiaro Aprile a Palermo dovevamo decidere cosa potessi  studiare per il mio futuro per vivere con una autosufficienza con una possibile  professione.
 
Mi vengono i brividi a pensare ciò,ma procediamo con i ricordi,mi divertivo ancora  a  giocare  con dei piccoli strumenti   di Elettro-maccanica
 
residui conservati da mio Padre per i suoi studi universitari  di Ingegneria meccanica ed le riinventavo per le mie fantasie di gioco, qualche piccola Batteria e qualche metro di filo elettrico bipolare,intrecciato  e coperto di una guaina di materiale tessile e qualche presa di corrente per  110 V., qualche lampadina “ Mignon “ o “ Pisellino e il Nastro isolante di materiale tessile.gommoso e appicicante.
 
Questo diede l’illusione ed l’equivoco,che volessi  essere Ingegnere,mi divertivo, costruivo cose  strane,ma funzionanti e mi convincevo sempre di più che sarei stato Ingegnere e ripetevo: “ …voglio  diventare Ingegnere come  papà “ ,ma non avevo mai visto Papà mentre svolgeva quel lavoro,lo ho  “ conosciuto “ negli Uffici della “Camera del Commercio” a Piazza Pretoria,la Piazza delle vergogne, dove era Funzionario.
Qualche suo sottoposto o collega  a volte mi diceva: “ …tuo padre e rubino e tu  sei più piccolo e sei rubinetto “, ancora non conoscevo,ma nemmeno pensavo una risposta adatta,anche se ero un poco permaloso,anche quando mi chiamavano “ Sergiolino”, oggi e da tempo mi piace molto essere  così chiamato, da più intimità e affetto. Un Pittore e amico,da poco scomparso, mi chiamava “sergiuzzo “, mi manca.
Tornando ai miei giochi e agli equivoci che provocavo, ma quando mi costruivo il  copri capo da Capo indiano con le penne di galline o di gallo,donatomi da un pollaiolo della bottega “ Al Cannone delle Uova “, oppure  quando utilizzavo la “Stoppa” degli Idraulici per  realizzare una parrucca con due trecce da Indiano, oppure quando indossavo una divisa di ufficiale della “VII Cavalleria degli Stati Americani”, o da Pirata con la benda sull’occhio, realizzati da mia Madre, ottima Sarta costumista, ed altro, come potevo diventare Ingegnere ? Per me era tutto un gioco, non ero affetto di uno “strabismo” professionale o un ragazzino “ bipolare “. ma forse allora, continuavo a dire che volessi fare l’ingegnere. Sociologicamente, è probabile che il quello anno, soprattutto a Palermo, volessi fare da grande il Regista, lo Scenografo, il Costumista, Vice Direttore dell’allestimento Scenico, ma erano considerati mestieri ?
a Palermo nel 1951 ? chi riconosceva questi  lavoratori dello spettacolo,dove si imparavano,quali erano i Teatri  attivi, come si ci accedeva come lavoratore, i Teatri vi erano,ma non attivi: il Teatro Massimo, il Teatro Biondo il Teatro Bellini, il Politeama. Noi umani, piccoli umani, li vedevamo come dei monumenti storici, con una aureola di sacralità, o forse ci narravano che erano luoghi di peccatori, riagganciandosi a quando gli attori venivano tumulati fuori le mura delle città.
I miei Genitori,non potevano che suggerirmi di frequentare  l’Istituto di Ragioneria “ Duca degli Abruzzi ”, comprendo, ancora oggi Il loro suggerimento.
Il progetto di mio Padre  era quello che dopo il Diploma potessi essere assunto alla “Camera di Commercio” , era un gesto di protezione  per  farmi conquistare un sostentamento per vivere, con una autosufficienza economica.
Mi iscrissi al suddetto Istituto di ragioneria, ma riuscì a frequentarlo per  6 mesi soltanto, due Trimestri e chiesi il mio ritiro, non era la scuola adatta, mi piaceva la materia della  “Calligrafia” e avevo, credo, oltre la sufficienza, ma la Professoressa credeva che i compiti non li avessi mai eseguiti personalmente, ma qualche altra persona, forse un familiare.
Le lettere iniziali dei Caratteri gotici, sono dei difficili e complessi disegni, mi piaceva pure usare i diversi “Pennini” con l’inchiostro, quelli per il Gotico,per il Corsivo inglese e per altri caratteri,ma non avevo una voglia di divenire uno “ Scrivano” ne un ragioniere bravo in calligrafia.
Dichiarai tutto ai miei genitori, che mi ascoltarono con attenzione, ma quale era il cambio che volevo intraprendere ?
Era di divenire Pittore, una attività che sin da pochissimi anni svolgevo, contemporaniamente all’incosapevole scenografo, egista, costumista e mio Padre  raccoglieva con discrezione, tutti i miei disegni colorati e li conservava. Li ho ancora conservati  in una vecchia  cartella originale, scoperta dopo la sua morte, nel suo armadio.
Certo preoccupai molto gli ascoltatori che  progettavo  di  vivere di pittura, era considerata una cosa  surreale,
ma forse  sognavo Montmatre, via Margutta, non ricordo se questi luoghi mi erano conosciuti, certo una vita che dopo si sarebbe chiamata da “ Bohemien “, che non significava sgregolatezza, anarchia, ma credevo una vita di creatività, di arte, vivere  a volte da “visionario” come sono stati tutti gli artisti, gli scienzati, i matematici, i biologi, gli archeologi, i politici, eccetera.
Certamente credo che sarà passato qualche tempo, ma capii, incontrando e conversando con alcuni  pittori, che era importante avere un cultura tecnica e storica ed in tempo massimo arrivai alla conclusione che avessi  dovuto frequentare il “Liceo Artistico “
Notizia felice per i miei Genitori, ma gli  è rimasto, credo, un retrogusto di un possibile mio viaggio, non nel vuoto, ma nell’ignoto, ma si fidarono e mi sostennero, sempre con discrezione ed impegno.
Nessuno del circondario dei miei amici e parenti,aspiravano a qualche ruolo nella società da artista o lo erano  di già, realmente, incontravo e frequentavo molti  futuri Ragionieri,con l’aspirazione del “posto fisso” in banca, ma ci accomunava il desiderio di vivere quel periodo, credo che sia stato  interessantissimo e non solo per me, ma per tutti, dove crescevamo insieme all’Italia che cambiava, Palermo che cambiava, l’Arte in Europa e negli Stati Uniti si faceva protagonista.
Nel 1960 ho votato per la prima volta e non ricordo se avessi una precisa consapevolezza politica, ma soprattutto, quella partitica.
In quegli anni, occupandomi, quasi segretamente, di pittura, mi sono ricordato  l’episodio di qualche anno indietro, che il  Professore di  Disegno alla  V^ Elementare presso  la  Scuola “Luigi Capuana“, consegnata la Pagella a mio Padre che mi accompagnava per ritirarla, avendo concluso gli studi, il Professore di Disegno si avvicinò a noi e mi disse grosso modo: “ sei stato bravo  nel disegno a colori che hai fatto all’esame era un elaborato complesso ( ho disegnato a colori la bottega di frutta con il fruttivendolo, Don Bastiano e tutta la merce esposta, che era posta di fronte casa ) hai rischiato, gli altri tuoi compagni hanno disegnato dei fiori, ti auguro un buono avvenire…
Durante gli studi della “Classe media”, ho continuato a disegnare e a “giocare” con più attenzione di prima, a organizzare, per esempio, una saletta di Cinema, la mia camera, e proiettavo delle Pellicole da 35 mm, a colori, comprate a metraggio in una vicina bottega, che era una Cartoleria, ma vendeva molte diverse merci, oggi la chiameremmo “Emporio” e  Invitavo alcuni dei miei amici, ad assistere  alle varie proiezioni, venivano entusiasti.
Una  sera, ho voluto provare a  proiettare i Film, dal mio balcone interno di casa sulla parete del palazzo di fronte e ha funzionato,tra lo stupore di molte famiglie.Questa  esperienza  la ho realizzata,decenni  prima del Film “ Il nuovo Cinema Paradiso “di Peppuccio Tornatore che lo ho conosciuto a Palermo, che è anche la sua Città, quando si proiettava il suo primo documentario dal titolo “Il Carretto siciliano“.
Sempre nella mia stanza,organizzavo  dei  pomeriggi teatrali,allestendo un Teatrino delle Marionette con i protagonisti che erano  le “Maschere” della “Commedia dell’Arte”.
Un altro episodio,tra tanti, che mi collega in quel periodo che è  è il primo approccio da Spettatore,che avvenne presso il Teatro  del Circolo degli Ufficiali  in Piazza San Francesco di Paola. Accompagnato dai miei Genitori, durante lo spettacolo un Attore brandisce un coltellaccio, e mi accorgo che la lama, e costruita con la Carta argentata e non di ferro.Mi sono rivolto, indignato a mio Padre : ”siamo stati presi in giro”, grosso modo le dissi,
ma non conoscevo le tecniche teatrali e le sue teorie, ma se i vestiti erano di vera stoffa e il tavolo di vero legno, perché la lama del coltello era evidente di  carta argentata ? In quegli anni, questa questione,non appassionava i miei coetanei, ma nemmeno gli anziani, vi erano altre esigenze prioritarie, ma anche in tempi, ”migliori”, il dibattito tra “ Realismo”, ”Verismo”, creatività, interpretazione, improvvisazioni,Tecniche teatrali, e tante altre  correnti di pensiero che si contrapponevano.
Dopo tempo, dopo molto tempo, il dibattito o il dialogo, oggi si è affievolito, forse scomparso. Nel Marzo del 2025, chi sussurra  la parola “ Cultura”? chi pronuncia anche  indeciso, la parola “Arte” ? , credo che prevalentemente lo si odono da i “Partigiani  del bello”, oltre vi è il silenzio o un chiacchiericcio non informato, dove il Bello è una parola che indica una complessità di esperienze vissute e integrate nel tempo.
Il bello, non è una  suggestione  personale o collettiva, ma  una  rappresentazione di un Pensiero, esposto in libertà, con tecniche precise, sia estetiche che strutturali, si insegnano e alcuni le imparano, sono lo sviluppo estetico delle Scienze, molti credono che non esistano, ma l’arte è precisa come la Chimica, la Fisica, la Matematica. L’Arte, non è divertimento puro, ma un godimento dell’uomo che gli dovrebbe   suscitare emozioni, riflessioni, questa e sempre stata da circa 2  milioni di anni ed  è rimasta sino ad oggi, un supporto indispensabile delle società. per il loro sviluppo.
La mia istintiva curiosità e il vedere con attenzione i particolari  e contestualizzarli  e ricavarne un  significato, è stato la forza che mi ha indotto  a capire che era  una necessità  per  rapportarmi  con il mondo,questa  convinzione nel modo razionale è arrivata dopo molto tempo,  dopo avere attraversato, in parte, il vasto  e articolato percorso culturale.
Il primo contatto con Insegnanti di Arte è stato presso l’ex ”Convento Schiavuzzo” costruito nel 1637, sede dell’Istituto d’Arte “, e vi sono  arrivato per caso, perché le iscrizioni al “Liceo Artistico “ erano di già chiuse, ed allora divenni allievo di quel bel palazzo storico in  via Schiavuzzo ed è stata una bellissima esperienza, ho imparato il Mosaico, la Scultura con la creta con il Maestro scultore Nino  Geraci, autore del monumento al Porto di Palermo e credo a quello posto al centro della Piazza di Mondello Paese.
E’ interessante il ricordo dell’Aula di Scultura,era posta in una sotterranea grotta al disotto dell’Edificio, perché con la sua umidità facesse in modo di non assiccare  o addirittura spaccare  i manufatti di noi allievi, realizzati nel tempo necessario della individuale creatività, ma nonostante il clima umido naturale, li coprivano con uno straccio bagnato.
Vi era il Professore Alfonzo Amorelli Pittore, che faceva mettere i voti delle nostre pitture o disegni a noi stessi.
Finiti gli studi anticipatamente, mi sottoposi agli esami di Ammissione presso il “Liceo Artistico”, è sono stato ammesso.
Nella “Palude del Buon Riposo “,dopo denominata  “ La Piana del Papireto “ ,dopo il suo prosciugamento, ad opera del Pretore Andrea Salazar,
nel  1590 / 1601, è stato costruito il “Palazzo Molinelli di Santa Rosalia” ad opera  del Maestro  Bernardo Jerbonelli,sede del “ Liceo Artistico “.
di  fronte vi è il “Palazzo Fernandez”, costruito nel 1727 dal Sacerdote “Nicolò Filippone“ e dal 1886  diviene  la sede del  “ Regio Istituto  di Belle Arti “ poi divento  “Accademia di Belle Arti “.
Li ho “abitati “ tutti e due, superando, prima, l’Esame di Ammissione del  Liceo Artistico, divenendo Allievo della ” Prima  Classe A “, quell’anno iniziavano i raddoppi  delle Classi e in Accademia di Belle Arti e  in quell’anno gli Allievi dell’ultima classe di “Decorazione e Pittura erano 4, tutti promossi, tre uomini e una donna. Vi  insegnava il Pittore Futurista  Pippo Rizzo amico a Roma di Marinetti, questo mi fu detto dopo tempo.
Al Liceo Artistico,ma pure all’Istituto d’Arte, i libri di Testo di Storia dell’arte, contenevano  le foto che erano in “ bianco e nero” ed non erano Identificabile  le  loro altezze e i lo veri volumi e a volte erano delle foto da foto illegibili, Infatti andando nell’Isola di Creta  vidi una statuina di  pochi centimetri, circa 15, chiusa in una vetrinetta, era “ La donna con i serpenti “ricordando la  fotografia dei libri, che appariva come una grande statua. Era bella e per consolarmi acquistai una copia fedele per turisti.
Sul piano didattico vi era un problema serio si produceva un “turnover”, che significava che un Professore ci indicava un metodo per riprodurre, disegnando  una immagine dal vero, abbozzandolo con tante linee, e alla fine cancellare e lasciare quelle “giuste” e così facevamo,ma  dopo qualche mese cambiava il Professore  e  il metodo da lui indicato era il contrario dal  precedente ,cioè ,disegnare una linea sola sin dall’inizio. La ho vissuta come una doppia esperienza tecnica che mi è servita.
Una altro ricordo da allievo è stata quello  di dovere apprendere un strana materia, ”La Classificazione   delle Piante“ cioè dovevamo imparare a che Famiglia appartenessero  il “Basilico”, la “Banana”, la “Pera”, la “Palma” e tutti gli altri ancora, a memoria.
Non ho mai capito cosa servisse questa materia in riferimento al Corso. La Professoressa , che non ricordo il nome , mi disse un giorno: “caro rubino, non mi importa se tu hai buoni voti nelle materie artistiche, ma se studi male la mia materia ti boccio, così fece mi rimandò ad Ottobre e dovetti riempire le vacanze con le Graminacee, le Chenopodiacee, Rosacee, le Crucifere, le Cucurbitacee e con l’aiuto di Google, oggi, ho letto anche, che ve ne sono 391 mila. A Ottobre sono stato promosso, e il giorno dopo avevo dimenticato tutto, e ancora oggi dopo decine e decine di anni  non ho mai capito e nessuno me lo ha saputo spiegare, cosa mi servisse sapere a che famigli appartenessero tutte le Piante. personalmente e professionalmente non mi è  mai capitato di essere grato a chi mi ha insegnato a quale pianta  appartenessero  le “Cucurbitacee”.
Complessivamente avere frequentato queste due Scuole ed  è stato interessantissimo, sia con il rapporto con i miei Compagni e Compagne e sia con i Professori per tutte le dinamiche che si sono svolte con tutti loro.
Ho freguentato, anche “La Scuola del Nudo”, presso l’Accademia di Belle Arti “, diretta dal noto Scultore e Medaglista Filippo Sgarlata, autore tra l’altro del portale in bronzo sito presso la Cattedrale di Palermo, ma precedentemente era  stata ordinato per  essere collocato presso la Cattedrale di  S. Pietro nella Città del Vaticano a Roma e dal suo assistente  lo Scultore Perret, questa esperienza, che è durata parecchi mesi, mi ha dato la possibilità di studiare il nudo del corpo umano  dal vero.
I modelli erano nudi completi di: Vecchi,di Vecchie, di Giovani  muscolosi, di una Donna Incinta, di corpi con evidente gracilità o con grassezza evidente. Avendo concluso gli studi al “Liceo Artistico “ e conseguito il Diploma e nello stesso anno, nel 1961 ho sostenuto  gli esami di Ammissione per i Corsi Universitari della Facoltà di Architettura,erano più difficili, ma davano la possibilità, in seguito, di potere cambiare Facoltà, se avessi sostenuto, invece, quelli per l’Accademia di Belle Arti, più semplici, ma non avrei dopo potuto cambiare la Facoltà.
Superati gli Esami, scelsi l’Accademia di Belle Arti, la Facoltà era “Pittura e Decorazione”, gli Allievi più assidui, non superavamo la  quindicina.
I Professori della materia predominante erano  Gino  Morici e il suo Assistente Pippo Spinoccia, è necessario, credo, che ne  descriva brevemente, la storia di Gino Morici, che è stato, si legge  nelle biografie ufficiali, un Pittore famoso, ed aggiungo per il personaggio dell’Hidalgo “, come autore ha  prodotto tantissimi Affreschi e Decorazioni, che sono ancora presenti in Luoghi  prestigiosi, l’elenco sarebbe lungo per questa occasione. Ha avuto rapporti, tra  gli altri, con Ernesto Basile e Renato Guttuso, come Scenografo e Costumista ha operato preso il Teatro Massimo, il Teatro Biondo, il Teatro Garibaldi, ( 1957  ),con Registi  come: Anton Giulio Bragaglia, ha progettato le Scenografie di Film,come: “In nome della legge”, “I Cavalieri delle Maschere nere  ( i Beati  Paoli ), i Registi sono stati Domenico Paoletti, Marco Elter, Pino  Mercanti, Sergio Corbucci, Pietro Germi.  
Nel 1956,progetta e realizza “ La Città dei Ragazzi” dentro il Parco  della Favorita, dopo brevetta  un “Robot attore
Fari per automobili  antiabbaglianti, che si attivavano all’incrocio con una altra autovettura.
Nei nostri incontri extra Accademia, si svolgevano soprattutto presso la Galleria d’ arte “Arte Club “ , diretta dal Critico d’Arte Maria Poma  Basile.
Erano degli incontri, per me formativi, per quello che mi narrava, mi spiegava dei particolari elementi e la loro funzione dello spettacolo, dell’arte, dei costumi, della regia.
un giorno, anzi un pomeriggio, mi confidò che lui veramente è un  Cuoco, uno “ Chef “ e mi esibì una  “Card” (la prima che vedevo), dove si leggeva, chiaramente quello che si entusiasticamente  mi narrava.
Subito dopo “ha  aperto ” un Ristorante in via Lincon, ed il Professore era sempre presente, sono  andato diverse volte a Cena (pagando, senza sconti) e si mangiava molto bene.
Fumava in continuazione, lasciandosi cadere la cenere addosso, noi allievi, spesso in aula, lo rimproveravamo, credo che molto tempo dopo abbia  smesso, ma non lo giurerei.
Durante il periodo accademico e oltre, si tramandavano tanti episodi da lui compiuti, tra questi che a Roma dove ha vissuto per molto tempo, si spostava  spesso in carrozzella,  indossando una Armatura  completa medioevale, oppure che aveva rifiutato un contratto come Scenografo alla “Metro Goldwyn Mayer”, come tutti sanno che era anche allora una  società di produzione cinematografica americana importantissima.
Come “Lezioni“ in aula, posso ricordare quelle che a noi, suoi Allievi, ci invitò a volere costituire un gruppo momentaneo, che fosse interessato a volere studiare, per  progettare una Scenografia  Teatrale, ascoltando una Canzone. E’ stata scelta  “ Il canto di carcerarti  Calabresi “ cantata da Ornella Vanoni,che allora veniva chiamata la  “Cantante della Mala “. Quel “Gruppo” si è formato da  4 / 5  Allievi, i restanti, a volte ascoltavano stupiti, è stata una esperienza collettiva importantissima.
Il suo Assistente in Accademia, era  il Professore Pippo Spinoccia, milanese ,Pittore e Scenografo è stato anche lui un maestro competente e affezionato, mi ha insegnato molte cose sullo spettacolo e specialmente sulla scenografia.
Quando lo conobbi, nel 1961, come Professore, firmava la Scenografia per il Teatro Bellini, non ricordo il titolo dell’opera e mi faceva assistere  alle “prove “ dandomi  molte informazioni tecniche e culturali. Il Direttore Artistico era “ Franco Parenti “
E’ stato un bell’inizio per imparare “praticamente” la scenografia, la costumistica, non solamente sui libri o raccontate, ma da due, non solo Professori, ma Maestri e amici, senza interessi, con il piacere di insegnare, non per dovere. Ricordo una fra tante “Lezioni” fuori Aula, la osservazione  della “Natività” di Caravaggio, presso l’Oratorio di San Lorenzo”, dipinto nel 1609 a Palermo, Pippo Spinoccia nel 1962, In quella occasione, ha spiegato  a noi Allievi molto sul dipinto, ma poi, ricordo che ci fece notare e non capii subito, ma dopo, che eravamo entrati e non eravamo silenziosi, senza nessuno che ci controllasse, sino alla fine della “Lezione”, dopo nel 1969 fu rubata e sino ad oggi non ritrovata, sono uno, dei pochi  “rimasti”che la osservata dal “ vivo” e non in fotografia, il suddetto famoso Quadro.
Naturalmente l’Accademia mi ha fornito altre informazioni su altre materie importanti, ricordo la Anatomia del Dottore Amato, che alle sue lezioni si forniva di un baule di legno grezzo e non dipinto e prelevava ossa umane.Mi interessavano molte le sue lezioni, dove ho iniziato a occuparmi del Corpo umano, che con  le future acquisizioni fisiologiche, biologiche, espressive e la Biomeccanica, il Linguaggio del Corpo, ho irrobustito  la capacità di potere ed essere sempre più  preciso e competente, nel  dirigere gli Attori, i Mimi, i Ballerini, i Cantanti lirici.
Non posso non ricordare la passione e la competenza del Professore di Storia dell’Arte, Ubaldo Mirabelli. che dalle tante Lezioni fuori le Aule, mi piace ricordare la “scampagnata” alle falde di Monte Pellegrino, all’Addaura nelle tre grotti dove sono state scoperte i numerosi Graffiti rupestri, databili nel “Mesolitico”, 14  mila anni fa, vi sono ritratti di animali stilizzati, e di uomini in movimento, con delle non identificabili, copricapi e maschere. Si vanno continuamente degradando, e tendono a dissolversi, senza gli  urgenti restauri necessari.
Mentre studiavo, nel 1961, iniziavo a dipingere, è ho venduto il primo quadro a £.20.000 e dopo ho partecipato  alla prima mostra Collettiva a Premi, presso la “Biblioteca U.S.I.S.”, dove adesso vi è un grande negozio di abbigliamento di “Giglio “, è  sono stato premiato con una “ Segnalazione “ (è stato il primo riconoscimento ufficiale come  Pittore ).
Nel 1962, organizzo la prima “Personale”, non in una Galleria d’Arte, ma presso un grande negozio prestigioso  di Moda denominato “Fuso d’Oro”,sito in via Ruggero VII e faceva parte della catena industriale di Marzotto,la esposizione era “accompagnata”, da Indossatrici.
Nel 1963 continuai a partecipare alle Mostre Collettive di Pittura seguendo la esperienza della corrente “Neo-figurativa “che approfondisco la ricerca e la sperimentazione,anche sulle personali esperienze emozionali e di inconscio e dopo la corrente “Informale “ , che è il risultato di un momento creativo dove i colori diventano protagonisti senza determinare una figura riconoscibile.
Mostra  del  Nudo - Galleria  “ Art Club “
“La Ricasoliana 1963“   Galleria  “Il Chiodo”  Palermo     ( 2° Premio )
“ Città di Monreale “   concorso di Pittura     Assessorato  al Turismo   ( Segnalato ).
“ Biennale di Pittura,G. Giolitti“    Comune di Dronero.
“Bancarella del Quadro”   Mostra  Nazionale del Quadro   Taormina.
“ Arte al Borgo “      Personale  di Pittura.    Palermo.
“ Città di Termini  Imerese “   Concorso  Nazionale  ( Secondo Premio per il Disegno ),   Termini  Imerese.
“ Aspetti del Triverese “   Mostra Nazionale   Comune di Vercelli.
“ Premio Conca d’Oro “   Concorso Regionale   (1°  Premio per la Pittura ),  Monreale.
“ Arte  contro la Mafia “    Galleria  Il Punto    Palermo.
“ Il Paladino d’Oro “   Concorso  Nazionale  ( Medaglia d’Argento ), Paleermo.
“ Estemporanea  E.N.C.I.   Galleria il Paladino,Giardino Inglese,  ( 3°  Premio ), il Modello da ritrarre era  il Cane,  Palermo.
“ La Santuzza “    Concorso di Pittura    Comune di Palermo  (  Medaglia d’Argento ), Palermo.
“ Città di Termini Imerese “    Concorso Nazionale  ( Medaglia d’Oro  del Senato della Repubblica ),  Termini  Imerese.
“ Clown  d’Oro “  Estemporanea  di Pittura  presso il Circo Orfei, ( 1°Premio ), Paleermo.
“ Premio  Telestar “    Estemporanea di Pittura  ( Medaglia d’Argento ),  Palermo.
“ Il Paladino d’Oro “    Mostra Internazional, Galleria Il Paladino,  ( Medaglia d’Argento ),  Palermo.
“ Etna Club “  concorso di Pittura  ( 1° Premio,  Catania.
“ La Ciliegia  d’Oro “  Estemporanea di Pittura  ( 1° Premio . Una Ciliegia d’Oro ),  Comune di Castelbuono.
“ Città di  Termini  Imerese “     Mostra Nazionale, ( Coppa d’Argento ),  Termini  Imeresw.
“ Le Ville Settecentesche “   Estemporanea di Pittura,  ( Segnalato ),  Assessorato al Turismo. Bagheria.
“ Il Pittore e la Modella “ mostra di Pittura,  ( Medagliad’Argento ).  Palermo.
“  Le Petit  Tableau “ Mostra Biennale Internazionale  di Pittura, Tunisi.
“ Mostra  Nazionale d’Arte  Comune di Spoleto.
Sono stato “ Critico d’Arte “, corrispondente da Palermo ,per la Rivista “ La Vernice “ edita a  Venezia.
Dalla pittura, pennelli e colori e matita, mi è affiorato, mai sopita, la voglia di occuprmi di Spettacolo, l’ingresso non poteva che  essere  con la Scenografia che credevo che bastasse  quello che  stavo imparando, ho che ho che avessi imparato, con i soliti colori, le matite, la gomma da cancellare, ma non e stato  così facile.
Per un casuale incontro con un fratello di un mio Compagno di Liceo Artistico, studente in Architettuta, Daniele Cirrone, divenendo amici, un giorno  si è iniziato  a parlare  di teatro e di scenografia, sotto un ombrellone sulla spiaggia di Mondello.
Daniele sdraiato, mi fece vedere un libretto dove appuntava o sottolineava delle frasi, era un testo teatrale per realizzare una sua Scenografia di uno spettacolo, credo, al Teatro Biondo e mi disse pure che avesse fatto, lo scorso anno, uno “Stage“ di Scenografia presso il Teatro Massimo e che si sarebbe ripetuto a Ottobre di quell’anno. Immediatamente, questa Informazione, quasi  la accantonai, ma a Settembre mi è  “esplosa “ quella indicazione  e mi piombai per essere ammesso allo “Stage”, fui ammesso e il  Maestro era  Bruno  Montonati, che seppi dopo tempo che è stato il primo Maestro di scenografia di Franco Zeffirelli che se ne vantava, era veramente un bravo insegnate, soprattutto  per me, che iniziavo.
Gli strumenti di lavoro furono imprevedibili, soprattutto come misure: il Compasso, era alto circa mt.1,50, le Righe la più corta di mt 1, i Pennelli, l’altezza del manico, erano  di  circa mt.1,20, la matita, si chiamava “Canna” ed era composta da un lungo manico di legno Leggero, sottile e leggero, con una pinza in alluminio, costruita artigianalmente che trattiene un pezzettino di “Carbone “ duro che si deve “affilare” usando un vecchio rasoio. questa sarebbe la “Punta della matita, della Canna.
Per cancellare i segni non corretti, usavamo “u scutulaturi“, uno attrezzo ottocentesco, usato nelle case per spolverare, composto da un piccolo manico di legno e un ciuffo di ritagli di stoffa.
Noi Umani, abbiamo imparato a disegnare e a dipingere su fogli di carta , eccezzionalmente  50 x 70 e Iniziai a lavorare su distese di tela speciale, dalle misue di mt.20 X 15 oppure  mt 3 X 25,sono solo due esempi,ma le possibilità sono infinite. Queste tele,rispetto alle misure e all’utilizzo sono denominate: Panorami, Fondali, Quinte, Soffitti, Tappeti,Spezzati, Spezzatini, Soffitti, Rive, Siparietti, Principali, Principali zoppi e tutti gli elementi vengono Inchiodati,sul pavimento  di legno con chiodi speciali chiamati “ Brocchette “, si Imbrocchettavano.  
La “squadra“ del Laboratorio di Scenografia era composta da 4 / 5 “Macinatori”, di un Sarto e di una Sarta di un Scenografo Collaboratore ed io “Stagista “.
Dopo tempo, intervenne un nuovo Maestro, si chiamava  “Arturo  Benassi “, anche lui  è stato un bravo Maestro, mi chiese se volessi diventare suo collaboratore, per i vari teatri Italiani. Preferii, rimanere a Palermo.
Benassi  diresse Il Laboratorio per diverse  Stagione Liriche e collaborai a realizzare le  Scenografi di molti Scenografi come: Emanuele Luzzati, Peter Hall, Marcell Escoffier, Aligi Sassu, Danilo Donati (Premio Oscar) Reanto Guttuso, Fabrizio Clerii, Giacomo Manzù, Gianni Quaranta (Premio Oscar e Premio Cesar ), Pier Luigi Pizzi ed tanti altri ancora.
Questi incontri di lavoro, mi sono serviti, anche per apprendere molto, dati i famosi e bravissimi  Pittori e Scenografi che erano
Nel 1962, ho partecipato alla selezione  per Scenografi,al  “C.U.T.“  Centro Universitario Teatrale “, presso il “Teatro dei 172 “, lo dirigeva  Antonio Marsala. La sede era in  via Americo Amari, nei pressi del Politeama.
Sono stato ammesso e lo  ho frequentato per  qualche anno . Era  un punto di  riferimento, nella Città per  noi giovani, o quasi, delle diverse  professioni  legati alla Cultura  e allo Spettacolo.
Antonio Marsala  come Regista mi diede l’incarico di progettare la Scenografia dello Spettacolo, “ La Cantatrice Calva “di Eugene  Ionesco. è stato in debutto di questo  Testo in Italia.
Spesso venivano  a trovarci  delle  personalità  dell’Arte,mi ricordo : Pino  Caruso, Aurelio Pes, Girolamo Arrigo, Mauro de Mauro, Paolo Emilio Carapezza, Melo Minnella, Filippo Ungaretti, Franca  Valeri,
Nel 1964, sono stato  ”Abilitato all’Insegnamento  di Disegno e di Storia dell’Arte “  invitatomi, ho effettuate delle Supplenze  in diverse Scuole di Palermo e Provincia. Non è stata, così ricordo,un inizio  per  tracciare una carriera di Professore di Scuole Medie, ma una tappa di un “percorso” di esperienze, sempre nel Campo dell’Arte.
Sin dalle prime lezioni avrei potuto, anche involontariamente, ispirarmi ai metodi dei miei Insegnati, invece naturalmente mi comportai diversamente nei rapporti con i miei Allievi, ne da amico ne da sapiente professore, o da “Zitto e Mosca” , questa mia presenza “bizzarra” incuriosì il capopopolo, il futuro Attore  Luigi Burruano “, (inventore dei Travaglini il famoso Cabaret palermitano) che una mattina ha voluto assistere ad una mia lezione, pronto con dei suoi fedeli, ad intervenire se non gli piacessi. Rimasero silenziosi ed andarono via presto.
Con Gigi  ci siamo incontrati moltissime volte da “Teatranti”, anche con ruolo diversi, è stato l’inventore del famoso Cabaret,palermitano “I Travaglini “. ed Attore di Film.
Per la cronaca non documentabile, ricordo, il mio primo giorno di insegnamento dove, all’ingresso ho incrociato una giovanissima Docente, che usciva piangendo, con le mani sul viso. Entrando si vociferava che erano stati i “soliti allievi”. Non è stato un  bell’inizio, avevo circa 20 anni  e senza una esperienza, pratica  specifica.
Nel 1965, ho collaborato, come Scenografo Realizzatore, presso il “Teatro Garibaldi”, mentre era diretto dal Musicologo Angelo Musco, figlio omonimo dell’Attore Angelo Musco.
Successivamente, vengo scelto come “Stagista”, presso il ”Centro Avviamento al Teatro Lirico”, presso Il Teatro Massimo e i  Docenti erano:
Carlo Piccinato,uno dei primi Registi Italiani che ha operato presso i Teatri Lirici,( è stato Genero del Maestro Arturo Toscanini ).
Ugo dell’Ara,era stato Primo Ballerino e Coeografo  presso il “Teatro alla Scala a Milano e lo si ricorda, tra l’altro, per avere messo in scena,
il famoso “ Ballo Excelsior” di Marenco e Mazzotti,dove viene rappresentato, l’abolizione della schiavitù delle razze e pone il concetto di Progresso sul piano politico, sociale e umano. Un confronto tra la Luce e l’Oscurantismo.
Gli interpreti, sono stati: Ludmilla Tcherina, Carla Fracci, oltre Ugo dell’Ara. I Costumi erano disegnati dal Costumista, Giulio Coltellacci, che ebbi modo di  conoscerli professionalmente.
Un episodio, poco noto, ma pure dimenticato, che me lo ha raccontato Ugo dell’Ara, che al finale del suddetto Balletto, entra in scena con un salto, dalla prima Quinta di destra, travestito da Ballerina con un vaporoso “Tu-Tu” bianco e un Corpino aderente e una Coroncina nei capelli e indossando le Scarpette rosa da Punta.
Vi è una registrazioni filmica,che ricordo, che sia andata in Rai.
Wanda Sciaccaluga, che era stata Prima Ballerina al Teatro alla Scala di Milano e attrice di Film, moglie di Ugo dell’Ara.
In quell’ambito il Regista Carlo Piccinato, mi indicò per firmare le Scenografia e i Costumi, dell’Opera Lirica:
“Il Don Chisciotte della Mancia “, di G.Paisiello
Ugo dell’Ara,mi indicò per progettare la Scenografia e i Costumi,dei Balletti:
“La Boite a Joujoux “,di  di C.Debussy.
“Pierino e il Lupo “,di S.Prokofiev
Questi spettacoli sono stati diretti dal Maestro  Maurizio Arena ed eseguita dall’Orchestra del Teatro Massimo
Spettacoli sono stati realizzati dalle Maestanze e sul Palcoscenico del Teatro Massimo.
Successivamente, sempre per il Teatro Massimo, il Regista Stabile,Aldo Mirabella Vassallo,mi scelse  dal Reparto Scenografia,dove operavo,
per Progettare le Scenografie e i Costumi dello Spettacolo:
“La Boheme “ di G.Puccini, presso il “Teatro delle Latomie”, a Siracusa, da tempo non agibile.
“Il Telefono”, di G.C. Menotti per la Regia di Tonino del Colle, progettando le Scenografie e i Costumi, presso il Teatro Massimo.
“L’Unganno Felice “, di G.Rossini, per la Regia di Tonino del Colle e progetto le Scenografie, realizzate a Roma, presso il Laboratoio di Camillo Parravicini. dove da tempo vi è costituito un Museo dedicato alla sua Professione di Scenografo operando, nei Teatri e nel Cinema.
Nel 1967, inizio a collaborare alla “Direzione dell’Allestimento Scenico “, diretto da Antonio Carollo  ed inizio ad imparare la “Macchina del Teatro” avendo contatti con tutti i Reparti Tecnici: dei: Macchinisti di Palcoscenico, Attrezzisti, Sartoria, Truccatori, Parrucchieri, Scenografi realizzatori, Fabri, Calzolai, Macchinisti Costruttori, Elettricisti di Palcoscenico ed i Registi, Scenografi Bozzettisti, Costumisti, Cantanti Lirici, Ballerini, Coreografi, Attori, Mimi.
Nel 1968, mi sono trasferito a Roma, con due amici giovani Pittori, per incontrare altri giovani e non, Artisti, visitando le loro “Botteghe” o i loro  “Studi”.
Naturalmente è stata pure, una ulteriore  osservazione e approfondimento dei Siti  Archeologici,Musei,Gallerie d’Arte,spettacoli  al “Teatro dell’Opera di Roma” e Teatri  di Prosa, spettacoli di Balletti. Non era la prima volta che fossi andato a Roma,vi sono stato diverse volte,per motivi vari,ma certamente negli anni ’60  inevitabilmente sono stato attratto dalla   fantasia  onirica  dei Film di  Federico  Fellini.
Il mio ultimo trasferimento a Roma, non lo considero una “fuga”, un abbandono del proprio terreno, ma una continua ricerca per imparare e sapere produrre.
Durante questa “trasferta”, sono Stato informato che sul “Gazzettino Ufficiale”, era apparso un Bando di un Concorso, per Titoli, curriculum artistico, che superando questa selezione, si poteva  partecipare alle Prove Tecniche teatrali e culturali/musicali e avendo superato pure queste, si era ammessi alla Prova orale.
Leggendo attentamente, ho pensato che la mia preparazione pratica e teorica, l’avessi. Ho studiato con i migliori Maestri, per  anni  e ho  partecipato  a diverse produzioni  teatrali,stando sul Palcoscenico, imparando la complessa “Macchina  Teatrale” che comprende, anche, le funzioni  dei vari Reparti coinvolti negli spettacoli.
Naturalmente,aldilà  della mia presunta capacità,era da scegliere ,se ritornare a Palermo con il suo “bacino” povero di offerte, nel settore  Teatro,ho rimanere a Roma, che presumilbilmente vi fossero  molte occasioni di  lavoro.
Mi sono consultato con i parenti di Palermo e  con i miei Zii Adriana e Franco  e le Cugine Matilde e Roberta Paci e il Coker dal colore biondo e dal nome “Frida”, dove ero Ospite a Roma.
Era certamente difficile consigliare un eventuale “futuro” di un giovane, anche se  ero considerato con qualche talento.
Dopo giorni di consultazioni, si è deciso, parto per Palermo, consegno tutti  i documenti  richiesti per il Concorso alla Segreteria del Teatro Massimo e  vado a riprendere  degli studi per essere  preparato.
Sono stato ammesso agli Esami, con altri Concorrenti, Ho concluso l’Esame tecnico di progettazione che era la ” Restituzione”, una fase particolare per la realizzazione scenografica da un Bozzetto, con la relativa approfondita relazione per la  distribuzione degli incarichi ai vari  Reparti interessati.
Conclusosi  positivamente, sono stato  ammesso agli Esami Orali, mentre tutti gli altri concorrenti  non hanno risolto gli esami, hanno consegnato “foglio bianco”. Pure  l’Esame orale è andato bene.
Nel 1969 sono ufficialmente “Addetto alla Direzione  dell’Allestimento Scenico “, come  unico Collaboratore e Sostituto, del Direttore  Antonio Carollo.
Questa occasione professionale, da quell’Anno sino alla Pensione, mi ha dato la possibilità di incontrare e collaborare con quasi tutto il mondo del Teatro Musicale. Avrò incontrato, professionalmente circa 11.550 Registi e altrettanto Scenografi-Costumisti e e tanti Aiuti-Registi, e molti Coreografi, Cantanti, Ballerini e Ballerine, Direttori d’Orchestra, Attori, Attrici. eccetera. Questi probabili numeri, non possono  e non voglio essere certi, è un conto impossibile, da attuale, dato il tipo di lavoro  che il Teatro Lirico svolgeva e la quantità di anni passati.
La memoria e qualche documento mi fa affiorare qualche  nome,come: Sjlvano Bussotti,Renato Guttuso,Renata Tebaldi, Katia Ricciarelli, Renata Scotto, Mario del Monaco, Irma Capece  Minutolo ( moglie di FaruK ), Marcella Pobbe, Magda Oliviero, Franco Corelli,Giuseppe di Stefno, Carla Fracci, Beppe Menegatti, Alessandra Ferri, Lilina Cosi, Elisabetta Tarabust, Micha  Van Hoccke, Maurice Bejart, Antonio Cades, Eleonora Abbagnato, Pier Luigi Pizzi,Misca Scandella, Giulio Coltellacci, Colasanti-Moore, Piero Piccione, Ezio Frigerio, Franca Scuarciapino, Giulia Mafai, Piero Cappuccilli, Renato Bruson, Riccardo Muti, Claudio Abbado, Walter Chiari, Lauretta Masiero, Le Gemelle Kesler, Milva, Franco Battiato, Franco Zeffirelli,Mauro Bolognini,Nino Rota,Aligi Sassu,Emanuele Luzzati,Santuzza Calì, Antonino Votto, Carmelo Bene, Massimo Ranieri, Enrico d’Assia, (Nipote del Re Umberto).
Negli anni ’70, credo di volere approfondire la mia  visione  delle arti figurative e in special modo la, Scenografia Teatrale, avendola  pure studiata  e realizzata in diversi spettacoli. Con  un gruppo spontaneo  e mutevole nel  numero di giovani  desiderosi di  “volere fare teatro “ , come recitare o delle mansioni Tecniche, ci si incontrava  e si cercava di conoscerci, è stato un momento interessante nel confrontare le nostre idee sul “Teatro“. nella intenzione di organizzare una  associazione che ci permettesse di realizzare degli spettacoli “sperimentali”.

Ho organizzato una  “Personale di Pittura”, ma teatrale, con Attori, musiche originali del Compositore  Helmut  Laberer
Il luogo era la Città di Monreale,lo spazio era un chiesa sconsacrata “Santa  Maria La Nuova” adibita dalla città a manifestazioni culturali.  
Negli “Inviti” vi era scritto “La Possibilità per una reprospettiva“, con il mio nome e cognome, in un preciso momento perveniva una automobile  di rappresentanza con finto Onorevole,un finto autista in costumi adatti, ma era vera, la folla di invitati e curiosi,ed anche amici e colleghi.
Aprendo il portone i “visitatori” si precipitarono dentro, ma alcuni, pochi, si spaventarono, e scapparono via, ma da cosa ? forse dal grumo degli attori e attrici che mugulanti che strisciavano  sul pavimento e la musica diffusa ?
Tutti gli altri seguivano me che spiegavo i quadri inesistenti, le pareti  erano vuote, mi seguivano attentamente, con il viso, di chi capiva le mie indicazioni, sino a quando il tutto si è trasformato in un dibattito sull’arte e in special modo sul “Quadro” e la Pittura.
La “Performance“ non era ironica,non satirica, non offensiva su qualche cosa o qualche  persona .Nelle  intenzioni,ma riuscite è stata una occasione per discutere dell’arte figurativa, mettendo in gioco la mia pittura. E’ stato una pubblica  “confessione “ non dichiarata esplicitamente.
Di questa cronaca, tra altri, se ne occupata  Kadigia  Bove sul Giornale l’ Ora, era una nota Attrice  e Cantante di musica sperimentale Itola-Somala e in quegli anni abitava a Palermo ed era la Moglie di Achille Occhetto, che era Segretario Regionale del P.C.I., eravamo amici per la frequentazione comune nel campo dello spettacolo. Le disegnai il costume di una Strega, nel “Macbeth di Sachespeare, al  Teatro Biondo,quando era incinta di Malcom ed anche, molto dopo, abbiamo cercato, non riuscendoci, nonostante alcune prove, di mettere in scena uno spettacolo, i motivi non li ricordo.
Malcom ragazzino, assisteva alle nostre prove notturne.
Nel 1972, con quel gruppo, divenuti anche amici, decidiamo di costituire, il “gruppo teatro ( r )“. Con questa occasione ho cercato di fondere la pittura, la  scenografia, la ragia, le letture pertinenti, fatte in precedenza  e non escludo le esperienze  dei giochi effettuati, nell’immediato “dopo guerra”, che come ho accennato precedentemente in nuce, realizzavo esperienze di matrice teatrale, non avendone coscienza.
In questa azzardata esperienza, erano attivamente presenti,anche degli anziani Attori palermitani, Elio La Fiura, Gaspare Cucinella, ed altri, con il debutto, credo, di Franco Scaldati (senza la barba e muto ).
Gli spettacoli sono stati:
“ P.P. per una riproposta “, dal  Peter Pan di J.M.Barrier
“ H “ una drammaturgia  che narra con un montaggio di elementi storici e di cronaca del dittatore A.Hitler.
“Oh …Lodovico “, dal Per Gynt  di H.Ibsen.
“ Marzio e altri simili “, da W.Shakespeare, O.Wild,B.Brecht.
“ La donna perfetta“ di Dacia Maraini.
“ La Madre “  di Bertol Brecht.
Questi spettacoli, oltre la riiscrizione e il montaggio drammaturgico, firmavo la Regia, la Scenograsfia e i Costumi  ( oltre i Titoli).
Come attività collaterali, abbiamo organizzato, conferenze, dibattiti culturali, come con Ignazio Buttitta, concerti  con Sylvano Bussotti al Pianoforte e il ballerino Rocco, diversi spettacoli con Franco Scaldati e la “Rassegna Internazionale di Cinema Underground  “Experiment  Palermo 72 “ .
In quegli anni mi sono interessato di Psicoanalisi, le motivazioni sono tante e si sono intersecate, portandomi a frequentare la Dott,ssa Costa, che era stata Allieva / paziente della Psicoanalista Alessandra Wolff Stomersee, moglie di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, autore del “Gattopardo” e Alliev/pasiente di  Sigmund Freud, portando a Palermo la Psicoanalisi.
E’ stata una occasione per iniziare ad approfondire,una materia che mi ha inciso profondamente sino ad oggi,ampliandomi lo sguardo  scientifico nella mia creatività, irrobustendola di elementi indispensabili per la mia attività professionale..
Nel Foyer del Teatro Massimo,durante la sua chiusura, la Direzione mi chiese di organizzare  delle mostre, comprendendo la progettazione degli “Stend “e alla scelta dei materiali da esporre :
Mostra dellArredo scenico e dellAttrezzeriarealizzati dal Massimo.
Mostra su Strauss e Hofmanistal
Mostra degli Strumenti musicali di tutto il Mondo
Mostra dei Costumirealizzati dalla Sartoria del Massimo.
Guttuso  e il Teatro Musicale250 Bozzetti e Figurini nel Decennale della sua  morte,in collaborazione con il Museo del Teatro alla Scala di Milano.
Al Politeama Garibaldi durante la presenza provvisoria del Massimo, mi sono occupato di  decorare il Prospetto, in occasione delle festività di Natale e Pasqua .
Nel 1973 mi iscrivo al Sindacato  F.I.L.I.S. – C.G.I.L.il Sindacato dello Spettacolo e della Informazione.
Nel 1977,fondo a Palermo il Sindacato degli Attori  Italiani
Nel 1978,organizzo  un Coordinamento  delle “Scuole di  Ballo .
Nel 1980,con Eliana Lo Bue. Maestra di Danza, fondo il Centro Teatro Danza che  organizza delle attività inerenti alla diffusione della Danza Classica e della Danza Moderna e invita  a Palermo, tra altri, Elsa Piperno  e Hal Yamanouchi.
Realizzo la Regia,la Scenografia e i Costumi dello spettacolo di Danza dal titolo: “S.B & L.P. Beckett-Pirandello Filme viene invitato  alla
Rassegna Nazionale La Zattera di Babele ad Erice,successivamente firmo laRegia,la Scenografia e i costumi dello spettacolo di danza,dal titolo “Non ho occhi che per tè”,presso il Teatro Dante di Palermo.
Nel 1981,vengo selezionato  tra i Registi Italiani di Teatro sperimentale a Volterra, in Toscana, dove si  svolse la  “2^ Sessione  dellInternational  Scool of  Theatre Antrhopology  ( I.S.T.A. ),  la 1^ Sessione si è svolta a Bonn in Inghilterra, l’anno precedente.
La prima selezione è avvenuta,attraverso l’invio del mio Curriculum,come hanno fatto ,circa 250  professionisti,di tutte
le Regioni Italiane. Superato questo primo esame, vengo invitato ad un colloquio diretto con Eugenio  Barba,presso il “Piccolo Teatro” di Pontedera, fatto anche questo,sono tra i 25 Registi di Teatro Sperimentale e di Ricerca  ammessi, insieme a 25 Attori  selezionati, provenienti da diverse Nazioni.
Questa “Scuola“ itinerante, ha la Sede a Holstebro, in Danimarca ed è stata  fondata dall’Antropologo e Regista Teatrale Eugenio Barba.
La “Equipe Pedagogica era formata da: Catsuko Azumo, Mai Azumo, Coyuri Imafuji, Tsao Chun-Hui,Tony Cots, Gisella  Cremer, Richar Fowler, Jerzy  Grotowski, Ingemar Lindh, Cosuke Nomure, Sanjucta Panigrhaj.
I Musicisti erano : Jagdish  Burman, H.K.Das, G.Kishore Kumar, Bishnu Moan Pradham, Gangadar Pradham, J.P.Varnam, Ragunath Panigrahj,  I
Made Pasek  Tempo con i Dewa Ayu Ariani, Waian  Gatri, I Wajan Lantir, Ni Waian Lastri,  Anak Agun  Putra, I Nyoman Punia, Pasak Putu
Puspawati, Made Putri, Desak Ketut Susilawati, Ni  Made  Putri,Desak Ketut, Desak Ketut, Ni Ny0man Suyasning, i Wyan  Suweka, I Gusti Nyoman
Tantra, I Made Terika, I Ketut Tetur,  Ni  Made Wati,.
La “Equipe Scientificaera formata  da : Franco  Ruffini, (Semiologo Teatrale, Italia), Peter  Alsass, (Neuro-Pisicologo, Francia),
Moriake  Watanabe, ( Pedagogo Teatrale, Giappone ),  FerdinandoTaviani ( Sociologo  Teaatrale, Italia ), Jan Pradier, ( Psico Linguista, Francia ). Jerzi Grotoskj, ( Pedagogo Teatrale, Polonia), Sanjutta Panigrai, (Teatro  Orissi,India ), Tony Cotz, Iben Negel Rasmiussen, Tage Larse, ( Odin Teatret, Danimarca), I Made Pasek Tempo, (Teatro di Bali, Indonesia), Katzucco Azuma ( Teatro Bujo-Cabuchi, Giappone), Ingemar Lindh (Istitutet  for Scenkost, Svezia ),
I “Pedagoghi,Ospiti: Orazio Costa, Robberta Carreri, Dario Fo, Keith Johonstone, Tage Larsen, Iben Nagel Rasmussen.
Questa esperienza unica e irripetibile è il frutto di circa 50 anni di studi sulle Tecniche dell’Attore  Europeo e quello Orientale è ha indivuato, che si adoperano due “Tecniche”nell’uso del corpo e della voce :una nella vita quotidiana ( Locadharmi ) e l’altra, nelle Rappresentazioni Teatrali (Natiadharmi ), queste ultime le ha denominate “Tecniche extraquotidiane”.
Queste “tecniche” che vengono usate dagli Attori,” nel Mondo”, sono simili, ma sono usate esteticamente  in modo diverso a secondo le tradizioni e le culture dei vari Paesi dove si esibiscono. Questa nuova scienza , viene denominata “Antropologia  Teatrale“.
A Volterra alla 2^ Sessione dell’I.S.T.A. sono stati invitati molti studiosi, professionisti del Teatro, presentando e spiegando il risultato della ricerca e della elaborazione dei dati acquisiti di Eugenio Barba e della sua Equipe Scientifica.
Si è ulteriormente affermato, oggi con una visione più scientifica, come nelle Arti visive, che ho studiato, che l’Arte non è copiare la realtà, ma evocarla  con un punto di vista creativo, una interpretazione  visionaria,personale. Non  è una candidatura da un “Pensiero unico”, ma  “tutto” possiede  una  tecnica: il Pugilato, il Tennis, le costruzioni delle Case, l’Acquarello, la Tempera, i Parrucchieri, Camminare a piedi, Correre, eccetera, eccetera. l’Artista, nei millenni, ha “rappresentato” se stesso e quello che vi è intorno, ma mai ha modellato una scultura di pelle umana e vivente, come è nella realtà,ma in Marmo, in Legno, in Bronzo, da qualche centimetro a molti metri e realizzate con le inevitabili specifiche tecniche.
Comunque, tutte le visioni che percepiamo, come la “tensione  il “rilassamento”, il “movimento”, la “velocità”, sono elementi strutturali di tutte le  attività  dell’Arte, come il Dipinto, l’Attore, la Scultura,che sostengono, chi ne ha contezza,la rappresentazione della Tristezza, del Correre, del Pensare, dello stupore, etc.
Vi è un evidente equivoco sulla presenza dell’Attore nella sua funzione. L’Attore è un uomo in carne e ossa, come può sfuggire ad essere se stesso, con le sue “Tecniche  Quotidiane” che ha fatto fatica ad impararle per vivere ? Bisogna divenire “Altro”, il Pubblico paga il biglietto per  emozionarsi, su un tema esistenziale, di un sogno magico,non certo per vedere muovere e sentire parlare di “Mario Rossi”, con i suoi  movimenti abituali, nella sua vita privata o non.
Il dibattito sul Realismo o Verismo,è aperto da secoli, ma oggi con le informazioni e le pratiche approfondite,è una imperdonabile,l’Ignoranza e la “Mala fede”, la “recitazione è una cosa “seria” che sia Mimo, Attore, Cantante Lirico, Ballerino di Danza Classica o di Danza moderna, Comparsa, ”deve” acquisire delle tecniche recitative  appropriate, che si insegnano, a essere altro, non “naturalmente “ ad apparire un “vero” pazzo o un principe  o un pompiere, ”come se fosse vero” e nemmeno una esibizione di una tecnica ginnica e non espressiva o di personaggi “muti”. ma evocarli, intuirli, rappresentarli. costringere il pubblico a essere attento, a ragionare a intuire, il  Pubblico dovrebbe avere anche una componente creativa,tutti la hanno, bisogna farla affiorare, lo “Spettacolo” deve emozionare, divertire, ma agire sempre nell’ambito dell’Arte.
Il “Teatro” lo abbiamo inventato noi Italiani nei decenni, mei millenni, siamo stati fautori, tra le alte numerevoli forme la Commedia dellArte, nel 1545, a Padova. pochi la citano e pochissimi, la rappresentano nei Teatri. Gli Attori si muovevano, non replicando la realtà, ma la inventavano, con uno stile preciso e con una fonetica altrettanto originale, tutto frutto di “Tecniche “coerenti anche nelle improvvisazioni. I Costumi, le Maschere, sono passati alla Storia.
Inoltre, nel 1527 a Ferrara è stato costruito il primo Teatro stabile d’Europa, il Teatro di Sala  Grande di Corte,”
Gli esperti, gli storici del Teatro e le loro pubblicazioni,come: Eugenio Barba, Nicola Savarese, Ferdinando Taviani, che mi hanno informato anche personalmente, come  e difficile acquisire  dati e documentazioni, originali  o narrati in Italia, della “Commedia dell’Arte “, mentre   in Francia, a Parigi vi è una abbondanza di informazioni.
In verità non è molto frequentato, anche questo genere di Messa in scena, con le loro tecniche, anche da Attori e Registi contemporanei.
Oggi, viene banalizzato financo Pulcinella, come pupazzo, a Napoli, ma almeno è identificato il luogo di appartenenza, ma le altre “Maschere” come:
Arlecchino, Zanni ,Colombina, Pierrot, Pantalone, Brighella, Capitan Spaventa, Gianduja, Tartaglia, Meneghino, si sono persi nei meandri dei mancati ricordi. Anche Beppe Nappa è un ricordo sbiadito della Maschera che rappresenta Palemo.
Le Maschere “di Carta pesta o di Cuoio, sono scomparse dalla scena, pare così mi è stato riferito, che gli Attori non la vogliono portare, perché non  
rende visibile il loro volto, si rimane anonimi. Mi dispiace  perché sparisce una tradizione che è anche nostra in Occidente, come in Oriente.
Ricordo, avendo frequentato i Palcoscenici dagli anni ’60, ne ho viste di belle e di brutte, come  una Cantante lirica famosa  che si è rifiutata di  indossare una  parrucca di scena, disegnata da uno Scenografo-Costumista  bravo, perché non sarebbe stata riconoscibile in palcoscenico, ma  non è stato un caso isolato.
Nel 1982, sono stato eletto  Membro  della Segreteria Provinciale della F.I.I.L.-C.G.L. a Paleermo.
Sempre nel 1982,ho continuato  gli studi sulle tecniche  teatrali, inerenti al Corpo e la Voce dell’Attore e ho frequentato un Corso a Torino,denominato :
Il Corpo,una finestra sul Mondo , i Docenti sono stati :
Ulla Aliasarvi, Ricerca dei Suoni e della Vocalità,( Docente di Fonologia,presso la Univversità di Helsinki ).
Lasaad Saidì,Docente presso la “Scuola del Mimo Jacque  Lecoq, ( Parigi ).
Irina Harris, Coreografa e Pedagoga Teatrale, ( New York ).
Nel 1983, sono stato eletto Segretario Generale Aggiunto  della F.I.L.L.S.-C.G.I.L.  di Palermo.
Sempre n el 1983,ho fondato  la “Compagnia del Natyadharmitenendo Corsi Biennali per Attori e dopo alcuni anni inizio un percorso di studi denominato :
Progetto Shakespeare,realizzando la Messa in scena di: Amleto,Macbeth,La Tempesta,curando la  Regia,la Scenografia e i Costumi e presentandoli in alcuni Comuni della Sicilia.
Il Macbeth è stato trasmesso da RAI 3.
Sempre nel 1983, vengo eletto, dal Congresso Provinciale, Segretario Generale Aggiunto, della F.L.I.S.-C.G.I.L.
Proseguo, negli anni successivi, gli  studi  sul corpo dell’Uomo e dunque dell’Attore, frequentando il :
1° Convegno Nazionale sulla realtà contemporanea e la sua Comunicazione, il Corpo dellUomo nel suo Spazio , presso la Università di Messina.
La Master Class “Comunicazione del Corpopresso lIstituto Riza diretto da  Raffaele Morelli,a Roma.
Il Seminario “ Tradizione dellAttore  e Identità dellSpettatore,condotto da Eugenio Barba,a Lecce.
Nel 1972, circa, mi è stato chiesto, da due mie Colleghe del Teatro Massimo, se volessi iscrivermi al P.C.I. era un progetto che non avevo previsto.
Questa loro richiesta, mi è stata motivata, per la mia attività  legata  alla Cultura e in special modo allo  Spettacolo.
Prima di decidere, era una decisione  importante e ho iniziato  a documentarmi, leggendo e studiando le pubblicazioni storiche e contemporanee del Partito Comunista Italiano, è stato importante che il Segretario Nazionale era  Enrico  Berlinguer da poco eletto e decisi di iscrivermi.
Dopo tempo, svolgendo negli anni la professione nell’ambito della cultura e particolarmente del Teatro, in tutte le sue espressioni, sono stato incaricato di divenire Menbro della Direzione Nazionale della Cultura dei  Settori: Musica, Teatro, Balletto, il Dirigente era Aldo Tortorella, i Dirigenti del Settore  Musica era Luigi Pestalozza, del Teatro e Balletto  Bruno Grieco e il Responsabile della Cultura in Sicilia era Michele Figurelli.
Nel 1986,sono nominato Membro della Cultura Teatrale del P.C.I. Regionale Siciliano.
In  quegli anni successivi  sono Menbro dei  Direttivi  Provinciali e Regionali dell’A.R.C.I.
Nel 1987/88 sono nominato menbro della Commissione di Vigilanza di Pubblici Spettacoli“,presso  la Prefettura  di Palermo.
Nel 1992, sono nominato membro del Consiglio di Amministrazione del  Teatro Biondo Stabile di Palermo.
Nel 1993, sono nominato il Responsabile della Consulta per la Cultura e Informazione della Camera del Lavoro.
Dopo, nello stesso anno 1993,dimessomi ho accettato l’incarico di Responsabile Dipartimento  Cultura della C.G.I.L. Regionale  Sicilia.
Nel 1993,sono  nominato come rappresentante della  C.G.I.L.,nel  Consiglio di Amministrazione  della E.A.Orchestra Sinfonica  Siciliana.
Successivamente,per alcuni anni,ho fatto parte del Direttivo  Nazionale  della F.I.L.I.S.- C.G.I.L. a Roma.
Dopo un anno,nel 1994 ho presentato  le mie dimissioni, con una lettera,alla  F.I.L.I.S.-C.G.I.Lal .e al P.C.I,che comunicavo ufficialmente  pur rimanendo un Iscritto, non intendevo  sostenere degli incarichi Direttivi, naturalmente le mie intenzioni le avevo precedentemente, discusse, con i Responsabili delle Organizzazioni Sindacali e Politiche.Le motivazioni,sono state,che intendevo  dedicarmi con più  partecipazione al Teatro e all’Arte, nelle sue molteplici sfaccettature.
Non vi era stata nessuna frattura ideologica ne personale,sono stati degli anni di crescita culturale e sociale,con persone  che mi hanno dato la loro amicizia e il loro affetto di cui sono rimasto sempre grato.
Successivamente ,sempre negli anni ’90,sono stato invitato  ha tenere Seminari su vari temi del Teatro,come :
Pratiche dellAttore e Pratiche Scenografiche presso  l’Università di Palermo per la Cattedra del  D.A.M.S.
Macbeth,le Tecniche del Natyadharmi presso  il “Laboratorio  Teatrale “ dell’Università di Palermo.
Il Corpo dellAttore,presso il  Teatro Comunale di  Vittoria.
La Machera e lUomo ,presso il “Teatro Biondo Stabile di Palermo.
Espressività del Corpo,presso  il Centro Teatro Danza .
Tecniche Scenografiche della Messa in scena .presso l ‘ARS NOVA .
Sono nominato “Tutordal  Teatro Massimo,per un gruppo di Diplomati dell’Istituto d’Arte,nei Laboratori di Scenografia,Costruzioni,Attrezzeria.
Sono nominao Tutorper LAttività di Tirocinio Formativo  per la Conoscenza diretta  del Mondo del Lavoro  presso il Teatro Massimo.
Nel 2000 sono stato nominato Tutor,per 20  Tecnici Polivalenti  di Palcoscenico,Scenografi e Costumisti,presso il Teatro Massimo di Palermo,il Teatro alla Scala di Milano,Teatro San Carlo  di Napoli.Il Corso era Patrocinato dall’Unione Europea e il Ministero dl Lavoro.
Sono stato  invitato ,come  “Coordinatore  e Relatore”dall’Istituto d’Arte  per il Corso di “Storia del Teatro e della Progettazione Scenografica,Patrocinato  dal Ministeero della Pubblica Istruzione.
Sono stato invitato alla Super-Visione dello spettacolo “Battagli e Lumachi” di Salvo Licata,presso il Teatro Biondo Stabile di Palermo.
Dalla Direzione del Teatro Massimo di Paleermo mi è venuto   affidato l’incarico  di Responsabile  del Progetto  dellOfficina-Laboratorio delle Arti e dei Mestieri del Palcoscenico  Un  progetto  formativo per : Cantanti Lirici,Maestri Collaboratori,Scenografi Collaboratori,
Costumisti,Macchinisti  Costruttori,Truccatori,Parrrucchieri,Elettricisti,Fonici,Il  “Corso è formato di circa 40 Docenti,come : Ferruccio Soleri,Marcello Gatti,Lella Cuperli,Santuzza Calì,Ugo Gregoretti,Paolo Terni,Raffaele del Savio,Paola Bignami,Renato Barilli,Leon Maniera,
Citto Maselli,Antonio Mastromattei,Claudia Celi,Eufemia Brancato Borraccia,Marco de Marines,Giulia Mafai,Marco Dentici,Bruno dal Bon, Ronaldo  Panerai,ed altri ancora.Hanno aderito,l’Accademia d’Arte Drammatica,Silvio d’Amico,il D.A.M.S. di Bologna,di Roma e di Palermo,L’Accademia Nazionale di Danza,il Centro Maschere e Strutture Gestuali D.Sartori,Cinecittà,l’Accademia di Belle Arti di Palermo,
l’As.Li.Co di Milano,Opera di Nizza.
Per il Teatro Massimo e con il suo supporto Tecnico e con la collaborazione logistica dell’ARS Nova diretta da Elisabeth Smit, si sono realizzati :
Il Campanellodi G.Donizzetti,curando  la Scenografia e i Costumi,per la Regia di  E.Dara,
La Medium di G.C. Menotti,ho progettato le Scenografie e i Costumi,la  Regia  erra G.C:Menotti.Presso  lo Spazio Scenico  della villa del Teatro di  Verdura,
LUnicorno,la Gorgona,e la Mantigora di G.C.Menotti , ho progettato  la Scenografia e i Costumi,per la Regia di F. Menotti.
Concerto  nel Primo Centenerio della Morte di Joannes  Brahms, mi sono occupato dei Costumi.E’ stato rappresentato presso “ l’Atrio della Bibblioteca  Comunale,Palermo.
LIscariota di G.P.Malipiero,sono  stato Scenografo e Cosumista,per la Regia di Ugo Gregoretti.Presso “ Il Teatro ai Lolli
La morte nellAria di  G. Petrassi,sono stato lo Scenografo e il Costumista,per la Regia Ugo Gregoretti,presso il “ Teatro ai Lolli “
Mavra, di  I. Strawinskj, ho firmato laRegia,la Scenografia,i costumi.presso il Teatro Massimo.
I due Timidi di Nino Rota,ho  firmato la Regia,la Scenografia,i Costumi,presso il TeatroMassimo di Palermo.
 “La notte di un Nevrastenici ,di Nino  Rota.ho firmato  la Regia,la Scenografia e i costumi,presso il “Teatro Orione “  Palermo.
Nel  il Teatro Massimo mi ha commissionato l’Opera Lirica  “ Salvo dAcquisto con le Musiche di Antonio Fortunato.
Ho firmato la Regia,le Scenografie e i Costumi, l’Orchestra  del Teatro Massimo è stata diretta dal M°  Carmelo Caruso.
Questa Opera prima” era  sotto l’Alto  Patrocinio della  Presidenza della Repubblica.
Desidererei  ricordare  che il Presidente della Repubblica Carlo Azelio Ciampi essendo a Palermo per un Vertice Europeo,ha voluto incontrare
il Compositore, il M° Antonio Fortunato   e me, come Regista,Scenografo e Costumista.
Ho realizzati dei “Cortometraggi “video,come :
Il Dissoluto punito,ossia Don Giovanni,curo la Regia,la Location, i Costumi,e ho partecipato alle Rassegne Video :
-Video Festival  Riccione,ttvv Riccione;
-Fotogrammi  di Pietra ,Petralia Sottana,Sicilia;
- Ma Don Giovanni è ancora qui ?   Curo la Regia,la Location,i Costumi e partecipo  a :
-“Arti  Elettronichepresso il Museo Pecci, Prato;
- Anteprima del Cinema Indipendente”,Bellaria;
- Paesaggi del Corto ,Camporeale;
- Incontro con il  Giovane Cinema  Italiano 6^ Edizione ,Bologna;
- Fabbrica Europea , Firenze;
-Facciamo che viva ancora    curo la Regia,la Location,i Costumi.   Partecipo alla Rassegna Video-Festival ,Riccione  TTVV,Vetrina     Europa,Parma;
- Scrittura e Immagini, Pescara;
Chi se da quando in quà,gli Unicorni  giraano per la Città    curo la Regia,la Location,i Costumi, è ho partecipato alla :
  - Rassegna   Italiana di Cultura Stoccolma.
 - Video Festival presso ilPalazzo del Turismo,Riccione.
Palermo (settembre,ottobre )    curo la Regia  e  le  Loction,Operalaboratorio,Palermo;
Realizzo delle  Regie video,di spettacoli Lirici e vengono trasmessi sulla Rete Televisiva T.V.M.  le Opere sono :
-Il Campanello di  G.Donizzetti,
- I Pazzi per Progetto ,di G. Donizzetti;
- La Medium ,di G.C.Menotti;
- Gorgone,la Manticola,lUnicorno,di G.C.Menotti;
Inoltre questi Video,da me curati,come Regist e Scenografo e Costumista,sno presenti presso :
Il Centro Audiovisivo Regionale Lazio, Roma;
Cineteca di Bologna ,Bologna:
Archivio del  Museo Nazionale  del Cinema,Torino:
Foto Artistica  Regionale Toscana , Firenze;
Nel 2004,scrivo un Libro  dal Titolo : La Percezione della Messa in scena ,Edito dalla  S.T.A.S.;
La mia Attività Teatrale di Prosa, è stata oggetto di  Tesi di Laurea:
sul  gruppo teatro( r ), da me diretto.La scrittura  è stata  redatta,da una giovane Attrice  del Teatro dei “172 “
sullo Spettacolo Lirico,La notte di un Nevrastenico , di Nino Rota.dove ho curato la Regia.la Scenografia e i Costumi, il Diplomando
del Conservatorio,Aldo Scimeca,mio collaboratore Musicale dello spettacolo,ha voluto presentare questa esperienza ,con la sua Tesi di Laurea.
Sono citato come: Pittore,come Regista e Costumista,come fondatore di Gruppi Teatrale,come Filmaker,nelle seguenti Pubblicazioni :
Situazione dell Pittura in Sicilia 1940 /1970 di  Nicolò D’Alessando,   Celebes  Editore:
Artisti di Sicilia   di Franco Grasso,Edizioni “ Il Punto”;
Teatro  di Michele Perriera,”S.F  Flaccovio Editore”;
No io non sono colui che è  di Giuseppe La Monica,S.F. Flaccovio;
Lo schermo negato  ,Sirio Lungibol, Edizioni Sachespeare  end Company,  Milano;
Teatro Massimo ,40 anni di Attività,1936 / 1975  Edizioni Priulla;
Cinquantanni  di Creazioni  Ospiti 1973 – 2023 Teatro Libero “  Theatrum Mundi  Edizioni;
Beno Mazzone,ovvero  per un Teatro Libero    Theatrum Mundi  Edizioni.
Inoltre,si sono interessate delle mie attività Artistico –culturali sia la Stampa locale e sia quella nazionale,credo dal 1961 in poi,pure la Rai-Radio e sia la Rai-Televisione,ed quelle private.
Questo percorso allindietro, lo ho realizzato,almeno credo, con la intenzione di metterlo  in un ordine, abbastanza essenziale,con pezzi,forse tappe,della mia vita di osservatore e allievo di studi pertinenti allArte e in speciale modo alla Messa in Scena .attraverso forme di ricordi,ricostruzioni cartacee,documenti,articoli di giornali e riviste,che mi riportano al presente,Marzo del 20025.
Il risultato  non è stato una fredda verbalizzazione burocratica di accadimenti pubblici,ma una Autoanalisi ,una involontaria  Analisi passiva,dove il privato è  entrato a gamba tesa.( come era possibile che non accadesse ),provocando momenti dolorosi o commoventi,ma di gioia.
Ho attraversato, oltre 82 anni di  vicissitudini,legati alla mia piacevolezza di essere curioso, e di imparare da tutti e da tutto, sempre.
La base  per potere accedere alle espressioni Artistiche è necessario possedere  le ottiche per la visione del  particolare,del  dettaglio e inserirlo  nel contesto pertinente  e ancora ,possibilmente,osservarlo  e vederlo,anche  nel totale,dove i confini sono infiniti.
Le nostre percezioni,non sono solamente visive,ma tattili,sonore,olfattive,inconsce,culturali,ed altro,essere inoltre,anche,visionariche è una qualità ancora più rara,che non appartiene a tutti  i professionisti  o a tutti i lavoratori.
Essere  visionari,significa essere pronti ad approfittare di una apparizione di un  fenomeno  sconosciuto,ed  è importante  percepirlo,quante cose  succedono attorno a noi  e non abbiamo avuto la capacità e non abbiamo ancora oggi la capacità di valutarli.
Tutto esiste di già,ma bisogna intercettarlo,riconoscendolo ed  saperlo maneggiare.
                                                                                                                                                                                                                       Sergio Rubino
P.S.
Nel  rileggere quanto ho scritto,precedentemente,inevitabilmente,mi sono affiorati  degli  ulteriori ricordi legati alle difficoltà,a volte,anche gli imbarazzi  che ho provato ,nell  approcciarmi,con persone o  con grnppi di  persone,lontane dal  mondo reale dello Spettacolo,con professionisti seri o persone insoddisfatte o falliti,dei sopravvissuti nel loro lavoro,dove  la pensione, è una meta liberatoria,per potere svolgere,per quella che è rimasta della loro passione,che sarebbe stata, se fosse stata realizzata,un loro  radioso passato.
Leggendomi, quasi credo  che tutto quello non sia veramente successo,se non fosse per  la documentazione  ufficiale  che mi insegue,ancora oggi,non lo crederei. Ho svolto e svolgo una attività esposta  al Pubblico:lo Spettacolo,lArte,lo scrivere, non è un lavoro nascosto,ma vive di Pubblico e ne cerca il più numeroso  possibile.certamente anche tra gli artisti o i praticanti  di  materie  culturali,essendo,uomini e donne,essendo strutturalmente umani, hanno o abbiamo tutti i difetti che vi sono  nel mondo.
Il mio Diario non può citare  che le  mie esperienze collettive.La mia vita è stata vissuta  tra la gente e per moltissime ore giornaliere,circa 67.564 ore operando  sul Palcoscenico,in verità su dei palcoscenici,luoghi di incontri professionali  e non.
Il Teatro Massimo,è stata una casa,una mia casa,ma era ed è un Monumento storico,che rappresenta Palermo ed io ne sono orgoglioso,questo anche involontariamente  fa la differenza di un Ufficio condominiale, di un palazzo che la stampa e non solo,lo ha inserito possibilmente,tra le costruzioni edilizie del il sacco di Palermo.
La miaFamigliaera di circa 450 persone e lo abbiamo abitato insieme per circa 40 anni, con tutti i difetti e i pregi che  hanno le famiglie.
I  frequentatori  della sua storica piazza interna, dal piano di legno di 12 X 24 X 10 mt.,con il declivio di 4,5 cm.
Vi operavamo tanti  professionisti specializzati,che concorrevamo  ad realizzare un  accadimento,per comunicare la cultura musicale,letteralia,aggiungendo la recitazione,la regia,la scenografia,la costumistica,la luministica.
Quel  Palcoscenicoè stata veramente una Casaprotettiva  dalle bombe  nella Seconda guerra mondiale,un Elettricista di palcoscenicoè nato sul luogo che ha svolto la sua professione,ricordo anche  che nel Laboratorio di Scenografia,sotto la Cupola,dove ho lavorato molti anni,mi hanno raccontato, che  vi abitava un uomo  con la gobba che aiutava  alla  realizzazione delle scene,e si prodigava soprattutto a raddrizzare le Brocchette usate e storte,erano dei chiodi particolari che servono per inchiodare le tele scenografiche da dipingere,ricordo anche  che una dipendente  del Teatro ha abitato per molti anni presso la Villa presso il Teatro della Verdura( Teatro Massimo)in una casupola di legni occasionali.,non posso scordare che alcuni Professori  dOrchestra stazionavano  seduti sul marciapiede antistante allingresso,con  fogli di Spartiti musicali , accatastati e fermati al vento con una pietra,in attesa che si affacciasse dal balcone il Barone Leopoldo De Simone.che li  avesse chiamato per nome, per avere un contratto per suonare,anche per poco tempo,nellOrchestra.
Tornando al Palcoscenico,ricordo un intimo e personale racconto,di un vertice dei Macchinisti,che quando era giovane,vedeva spesso,un suo vicino di casa che usciva per strada  indossando un Pigiama.Il suo stupore  era perché possedesse un pigiama,che sia per lui e per la sua famiglia era un abbigliamento impossibile da possedere.
Questo professionista,dopo anni, in quel Tavolato di legnoincontrava e si relazionava professionalmente con Premi Oscar,artisti  e artiste,famosissimi di tutto il mondo.
Tornando a casa propria con i suoi parenti  e amici,il divario di conoscenze saranno stati molto evidenti, spero che nel tempo  lo abbia saputo gestire,non sarà stato facile.
Estato ed è così anche  per mè,pur non avendo il desiderio del Pigiamadel vicino di casa,ma avevo,ma  avevamo tutti  dei desideri irrangiungibili.Era il periodo dei sogni.
Noi teatranti ,in vario modo siamo stati abitanti dellampio   quartiere-palazzo  che è la complessa  costruzione architettonica,del  Teatro Massimo  Vittorio Emanuele  che quando ero piccolo,si diceva malignamente,: ...vi è anche dentro,un teatro .
Noi  Abitanti,non abusivi di questo  meraviglioso Palazzo,siamo stati,inconsapevolmente,i fautori e i costruttori di Sogniper decenni,
di molti  Sognatori,di tutto il mondo.
Io stesso,sono stato autore e realizzatore di  molti miei Sogni o visioni e li  ho potuti   mostrare,  tutto questo non è poco,per  essere o diventare  una persona un poco diversa, perchè hò la facoltà di  entrare e uscire da diverse veritàe saperle  gestire,non confondendole  con  lentrare in un vortice disruttivo,perdendo dei punti fermi di riferimento o essere euforico nella ingannevole  onnipotenza.
Le persone,la gente,i cittadini,che incontro e che ho incontrato,i lavoratori aderenti al Contratto Collettivo di Lavoro,il pubblico,i parenti,gli amici,i conoscenti,i condomini,sono stati e sono,degli interlocutori,dalla percezione possibilmente diversificata tra loro,per questo non desidero esprimere  una valutazione  univoca,sul dialogo o sullo scontro verbale  di questi interlocutori,ma almeno due  posizioni sono evidenti :la supponenza di essere un conoscitore o conoscitrice dellarte in genere  o in particolare delle Arti visive o della Messa in scena,
ma le valutazioni sono spesso dedotte,da un punto di vista di gusto e da un punto di osservazione estetico,mentre è sostanziale conoscere  le tecniche strutturali,che sono  delle scienze che si insegnano nei Licei o Istituti pertinenti e Università o nelle Accademie e a volte si imparano.
In generale  è considerato,almeno imprudente,criticare o valutare in tutte le forme una tecnica operatoria,in un intervento Chirurgico,o sulle tecniche di Costruzioni di un Palazzo o di un Ponte o di un Aereoplano,eccetera. LArte non  può essere capita da tutti, ma deve essere vissuta da tutti perché è una forma popolare della crescita delle civiltà.
La seconda posizione, schematizzando,è colpa di tutti,che la cultura  legata allArte,è  assediata dei luoghi comuni,considerandola e inserirla  nel campo della decorazione,dellarredo, del mercato delle esibizioni,dello svago,queste fuorvianti affermazioni  allontanano precipitosamente la loro vera funzione nelle civiltà,nei vari millenni.Poi storicamente è stata e forse è, una componente  sostanziale, così almeno può apparire,delle Politiche dei potenti,ma in verità credo che gli artisti rappresentino una loro autonomia con  un loro pensiero, tratto a rappresentare la realtà del momento.
L’Artista  è un “Reporter” con un suo punto di vista, anche quando da molti non viene percepito.
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